La Nuova Sardegna

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Primo mattone per la casa del Cagliari

di Mario Frongia

Via libera del consiglio comunale al progetto di un nuovo stadio che sarà realizzato nell’area dove sorge il Sant’Elia

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CAGLIARI. Venticinque sì e un astenuto: il progetto del nuovo stadio presentato dal Cagliari centra il bersaglio. Con il kit giusto: categoria "Uefa 4", da 21 mila posti, abilitato per partite di Champions ed Europa League, qualificazioni a Mondiali, Europei e Olimpiadi. Ma non per le finali. Il nuovo impianto è realtà. Ieri, il passaggio clou di fronte al consiglio comunale. Peraltro, nella seconda votazione, alle 21.20, l'immediata eseguibilità è stata votata da 25 aventi diritto con 24 sì e un astenuto. Insomma, vittoria a tutto campo. In casa rossoblù possono aprire una bottiglia di quelle importanti.

La seduta si è aperta alle 17.45. Il presidente dell'assemblea, Goffredo Depau riparte dai dodici consiglieri "avanzati" dal consiglio di martedì sera. Ma a fine serata ci saranno anche altri interventi. In aula la tensione è positiva. Parlano Andreozzi, Mannino, Marcello, Chessa, Meloni, Mereu, Mascia, Lai, Chessa, Fuoco, Ballero, Lecis Cocco Ortu, Floris, Portoghese, Angius, Ghirra, Casu, Rodin, Porrà e Cugusi. Si scomoda Wembley, lo Sparta Praga, il Cagliari motivo d'orgoglio per i sardi nel mondo. Ci si concentra sul riattamento del quartiere e del lungomare, sviluppi ambientali e occupazionali, conto economico e valore patrimoniale. Una cosa è certa: il Sant'Elia è un rudere fatiscente che ha divorato valanghe di denaro. Si sussurra che il Cagliari calcio potrebbe salutare e virare altrove. Non mancano dubbi. Il sindaco Massimo Zedda osserva in silenzio. Il primo cittadino ha ribadito che, per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, al ministero era stata garantita la riqualificazione entro il 2018. Di fatto, il nuovo stadio emette i primi vagiti.

«Il progetto è serio e con le indicazioni giuste. La famiglia Giulini è in Sardegna dal 1996, avremo un impianto che vive 365 giorni l'anno e i progetti delle federazioni potranno essere accolti. Udine e Torino? Da loro l'opera è privata, da noi rimane pubblica» le parole di Zedda. Interviene il segretario generale, Giovanni Mario Basolu. Si dibatte un emendamento sul canone annuo a carico del club e sul luogo in città cui far giocare la squadra quando sono in corso i lavori: passato con 22 voti favorevoli e un astenuto. La maggioranza pensa positivo. E adesso si entra nel vivo. Ottenuta la delibera, il Cagliari deve presentare il progetto definitivo con il quadro economico. «Dovrà essere approvato da tutti i soggetti interessati - ha aggiunto Zedda - con una tempistica ben precisa». A seguire va avviata la procedura d'evidenza pubblica con i bandi che prevedono la partecipazione di quanti hanno i requisiti per poter partecipare. E l'assegnazione dell'area non può avvenire senza una gara pubblica. Un pezzo di storia è stato consumato a Palazzo Bacaredda. Con un primato: Cagliari è la prima città a realizzare una struttura secondo quanto disposto dalla legge 147/2013.

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