Il capitano: «Campo da rifare»
«Ringrazio la società e i tifosi per questa ennesima dimostrazione di stima e affetto ma non posso fare a meno di comunicare che l'anno prossimo non giocherò più nel Tortolì, se si continuerà a...
«Ringrazio la società e i tifosi per questa ennesima dimostrazione di stima e affetto ma non posso fare a meno di comunicare che l'anno prossimo non giocherò più nel Tortolì, se si continuerà a giocare qui al Frà Locci». Tra applausi e selfie con i tifosi, capitan Nieddu trova il modo di spegnere gli entusiasmi e lo fa esortando chi di dovere a compiere qualcosa d'importante soprattutto per i più giovani. «Non si può più giocare su un campo del genere, è un rischio troppo grande, non ne vale la pena, da troppo tempo questi lavori vengono posticipati a discapito dell'incolumità degli atleti - ribadisce Marco Nieddu - ed io non sono più disposto a sacrificarmi per l'incuria altrui». Considerazione molto critica, che avrà i suoi effetti, c’è da immaginare. Che cosa resterà di questa stagione? «Di certo la salvezza - risponde Nieddu -. Quest'anno abbiamo fatto un miracolo e solo chi era all'interno della squadra sa quante difficoltà abbiamo superato. E poi non dimentico i tanti giovani talenti che meritano un campo serio perché i vari Carlo Fois e Simone Conciatori, due ragazzi della classe 2000 che hanno esordito oggi, non devono rischiare la propria incolumità per inseguire il loro sogno di giocare al calcio».
Ro. Cu.
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