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Musica e gol di Enrico Geroni

Musica e gol di Enrico Geroni

Il mediano dell’Olbia trova la prima doppietta in carriera contro la capolista

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OLBIA. Avanti a ritmo di rock. Forza del gruppo, spartito e improvvisazione. Se l'Olbia è un complesso, domenica il suo frontman è stato Enrico Geroni, 26 anni, fiorentino, centrocampista che ha messo a segno la prima doppietta in carriera. Lui è appassionato di musica, suona la chitarra e scrive le sue canzoni. Con la capolista Viterbese è stata tutta un'altra musica.

Due gol alla capolista. Da domani si parlerà di lei come un centrocampista col vizio del gol.

«Non direi proprio, non è un caso che sia la prima doppietta in carriera. Diciamo che in questi anni mi sono dedicato più al contenimento. Domenica ho avuto due occasioni in 15 minuti: quelle che di solito mi capitano in tutto il campionato. E' andata bene. Sono contento per me e per la squadra che ha conquistato un punto importante».

Come è arrivato all'Olbia?

«Venivo da un grave infortunio, una pubalgia che non mi dava tregua. Ho sposato il progetto ambizioso dell'Olbia. Nulla è scontato, ma daremo il massimo per raggiungere la promozione. Poi mi sono trovato bene in città e amo la Sardegna».

Primavera dell'Albinoleffe, dove ha respirato l'aria della serie B.

«All'Albinoleffe in B trovai Armando Madonna, l'allenatore che mi aveva lanciato in Primavera. Grazie a lui ho iniziato il mio percorso tra i professionisti. Poi ho girato molto per trovare spazio, scendendo di categoria. Forse allora non sono stato all'altezza della serie B. Dopo l'infortunio ho accettato l'offerta dell'Olbia e credo di aver fatto la scelta giusta».

Come per il chitarrista, anche per il calciatore è importante il gruppo?

«Noi siamo un grande gruppo di calciatori, su questo non c'è dubbio. Non sono un vero chitarrista, diciamo che mi diverto a suonare la chitarra, scrivo anche qualche testo. Ho iniziato alle superiori con una vecchia chitarra trovata a casa e ho imparato da autodidatta guardando i video su youtube. Lo faccio solo per divertimento. Ma sono orgoglioso dei miei allievi: Dametto (centrale dell'Olbia, ndr) e Mastinu (attaccante e vicecapitano, ndr) mi stanno cominciando a dare qualche soddisfazione».

Dopo il pareggio con la Viterbese, la lotta per i playoff entra nel vivo. Chi sono le rivali che temete di più?

«A parte Rieti e Grosseto, che sono le favorite, per le altre due posizioni la lotta è serrata. Noi per adesso siamo dentro, ma nulla è scontato. Non possiamo certo parlare di risultato acquisito. Albalonga e Arzachena credo stiano andando oltre le aspettative, mentre la Torres può solo perderli lei: la squadra è forte ed è stata costruita per vincere».

Un po' come l'Olbia.

«Devo dire che il progetto dell'Olbia è ambizioso. Il primo traguardo è la promozione, ma la società sta ponendo le basi per costruire un ciclo vincente».

Il pubblico domenica ha fischiato non gradendo l'attendismo degli ultimi minuti della partita con la Viterbese.

«Non voglio commentare la reazione del pubblico. Noi eravamo stanchi, abbiamo tenuto grandi ritmi e il primo caldo si è fatto sentire». Come una piccola stecca dopo un grande concerto. Alla fine quello che conta è il risultato.

Giandomenico Mele

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