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«Multa ingiusta per un team speciale»

«Multa ingiusta per un team speciale»

La Abbiccì sanzionata dalla Fipav: «Non siamo iscritti ai campionati giovanili»

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PORTO TORRES. Multati, come da regolamento, per non avere adempiuto all’obbligo di iscrivere almeno una squadra ai campionati giovanili. Niente di strano, se non si trattasse di una società quanto meno “speciale”. La Abbiccì Porto Torres, un’associazione che si occupa di promozione sociale, culturale e sportiva (prevalentemente volley) è finita in questi giorni nel bel mezzo di una situazione grottesca. La Fipav ha infatti comminato una sanzione di 200 euro, pena la non riaffiliazione alla prossima stagione agonistica. Un problema pratico ma anche di principio, per l’unica squadra che schiera persone diversamente abili nei campionati open. La società portotorrese si è rivolta ai piani alti, dalla Federvolley regionale a quella nazionale, ma ancora non ha ottenuto risposte. «Siamo affiliati alla Fipav dal 2010 – scrive Stefano Carta, dirigente responsabile dei progetti della Abbiccì –. Per scelta abbiamo sempre portato avanti una attività di inclusione di persone diversamente abili in gruppi di normodotati tramite attività motoria, psicomotricità funzionale, sport integrato e sport terapia. Io personalmente sono un allenatore di 3° grado, 3° livello giovanile e per anni ho svolto l'incarico di docente federale. Proprio nel volley mi sono attivato per la realizzazione di progetti che permettano la più reale inclusione di persone diversamente abili in un mondo il più normale possibile, offrendo loro un progetto di vita all'interno della realtà sociale dei "normodotati" sfruttando le mille opportunità che offre il nostro sport, pur tra non poche oggettive difficoltà. Tali progetti vengono svolti in collaborazione con la ASL locale e con i centri di neuropsichiatria infantile che collaborano alla stesura e realizzazione degli stessi».

Grazie ad alcuni piccoli finanziamenti, la società è riuscita ad avere sino ad 11 tutor, investimento principale della società, e un massimo di 130 tesserati: «Ci sono limiti enormi che riguardano la composizione delle squadre e dei gruppi – spiega Carta –. Non posso avere un numero di partecipanti troppo grande nei gruppi e devo stare particolarmente attento al numero ed alla tipologia dei diversamente abili. Attualmente ho dovuto limitare l'attività a un gruppo di 18 bambini/e che hanno partecipato all'attività di minivolley con 5 diversamente abili ed un altro gruppo di 14 bambini/e che hanno partecipato ai campionati promozionali Under 12 e Under 13 con 3 persone diversamente abili. La squadra femminile, 15 atlete di cui 3 ragazze diversamente abili, partecipa ai campionati federali dal 2011 e negli ultimi due campionati ha perso una sola partita passando dalla 3^ alla 1^ divisione».

Il fatto che la squadra maggiore giochi in 2^ divisione implica che per regolamento debba iscrivere una squadra ad un campionato giovanile e sono esclusi i campionati promozionali. E qui sorge il problema. «Vorrei capire se questo regolamento sia così rigido – conclude Stefano Carta –, perché se così fosse ci troveremmo nell’impossibilità di proseguire l’attività. Non cerco pietismo, ma dover rivedere i programmi societari sarebbe veramente un peccato per i nostri atleti». (a.si.)

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