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Il Banco scommette su Johnson-Odom

di Andrea Sini
Il Banco scommette su Johnson-Odom

I sassaresi aggiungono al quintetto la “combo guard” americana, con esperienze a Cantù e all’Olympiacos Pireo

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SASSARI. Due su cinque e tante opzioni ancora aperte. Dopo avere puntellato il reparto lunghi con l’ala serba Dusko Savanovic, la Dinamo ha scelto la prima delle due “combo guard” che troveranno posto nel quintetto base di Federico Pasquini. Ieri la società biancoblù ha ufficializzato l’accordo con Darius Johnson-Odom, guardia statunitense classe 1989 scolpita in un corpo di 187 centimetri per quasi un quintale di muscoli ed esplosività.

Il curriculum. Johnson-Odom è reduce da una stagione non brillantissima, iniziata in Turchia con la maglia del Trabzonspor e proseguita in Grecia con l’Olympiacos Pireo: le sue cifre dell’ultima Eurolega parlano di 14 minuti di impiego con 4,1 punti a partita (20,7% al tiro da due, 42,1% da oltre l’arco dei tre punti) e 1,5 assist.

Al di là di queste cifre, Johnson-Odom ha già avuto modo di farsi conoscere e apprezzare anche nel campionato italiano: nella stagione 2014-’15 l’atleta nativo di Raleigh, North Carolina, ha indossato la maglia della Pallacanestro Cantù. Per lui 35 partite, con 31,7 minuti di media e 14,4 punti (54% da due punti, 357 da 3), oltre a 3,4 rimbalzi e 4,1 assist. Il tutto, però, senza che al momento della sua partenza i tifosi canturini si siano strappati i capelli. A proposito di tifosi, quelli biancoblù sono autorizzati a fare qualsiasi tipo di scongiuri: l’Olympiacos è la stessa squadra dalla quale proveniva il bidone del secolo, Brent Petway. Ma d’altra parte Johnson-Odom si è formato a Marquette, l’università dalla quale ha spiccato il volo un certo Travis Diener. Nel 2012 è uscito dal College, scelto nel Draft Nba dai Dallas Mavericks al secondo giro (numero 55) per poi venire girato immediatamente ai Los Angeles Lakers. In California ha giocato essenzialmente nella squadra B gialloviola, i Los Angeles D-Fenders, scendendo in campo con i Lakers in sole 4 occasioni per 6 minuti complessivi. Per lui anche un’esperienza in Cina e una in Russia, prima di approdare appunto a Cantù.

Le caratteristiche. La Dinamo lo presenta così: «Le sue spiccate qualità atletiche e fisiche insieme con la sua speciale abilità nel passare la palla e nella lettura delle situazioni, si declinano in una naturale attitudine ad attaccare il canestro e concludere con giocate spettacolari, così come nella capacità di crearsi una gran varietà di tiri ad alta pericolosità oltre il perimetro. La sua prestanza fisica lo impone come pedina fondamentale anche in difesa, dove è in grado di marcare giocatori di struttura e stazza superiori». Una curiosità: nella sfida giocata contro la Dinamo al PalaSerradimigni il 28 febbraio 2015, Darius Johnson-Odom è rimasto in campo per 37 minuti, segnando 13 punti con 2/6 da 2, 2/5 da 3, 3/6 ai tiri liberi, 6 assist, 2 recuperi e 7 palle perse.

Il mercato. La nuova Dinamo, come detto, inizia a prendere forma, con quattro pedine già ufficialmente al loro posto: Devecchi, Sacchetti, Savanovic e, appunto, Johnson-Odom. Lollo D’Ercole resterà a Sassari, mentre Matteo Formenti farà le valigie. A questo punto nel reparto esterni mancherebbero all’appello un play puro da usare come cambio (potrebbe essere Rok Stipcevic) e un’altra combo guard per il quintetto (Logan, o più probabilmente qualcun altro, come Siva). Mancano poi il centro titolare e un primo cambio per i lunghi. L’undicesimo e il dodicesimo saranno un play (radiomercato dà per fatto l’accordo con il play Diego Monaldi, scuola Siena ed ex Chieti) e un altro lungo: Ciccio Pellegrino andrà in prestito perché a bisogno di giocare, e dunque la caccia resta aperta.

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