«Giochi aperti anche per Vettel»
Il telecronista storico della Rai: in Canada la Ferrari ha sbagliato ma il Mondiale non è affatto chiuso
di Gaetano Lombardino
Un terzo del Mondiale è volato via. La Mercedes domina sia nella classifica piloti sia in quella costruttori mentre la Ferrari è costretta a rincorrere. È la fase calda della stagione, caratterizzata da sei gare in otto settimane. Il telecronista Rai Gianfranco Mazzoni, teramano, 57 anni, voce storica della Formula 1, fa un bilancio di quanto visto finora e anticipa quello che potrebbe avvenire in pista.
Si profila una volata tra Rosberg e Hamilton per la vittoria del Mondiale o Vettel può rientrare in corsa?
«I giochi sono ancora aperti. La classifica si è accorciata. Tra il Gp di Monaco e quello di Montreal Hamilton ha raccolto 50 punti mentre Rosberg appena 16. A mio parere Vettel (terzo a 78 punti, ndr) non è tagliato fuori, ma dovrà fare una rimonta in stile-Juventus e inanellare una lunga serie di risultati favorevoli. Non sarà facile per il pilota tedesco, anche perché è in lotta contro due avversari. Se invece Rosberg dovesse avere un contraccolpo psicologico, a causa di questo momento non proprio positivo per lui, la corsa al titolo iridato potrebbe trasformarsi in una sfida tra Hamilton e Vettel. La fase estiva del Mondiale ci darà indicazioni più precise».
Nel Mondiale costruttori la Mercedes ha 223 punti, la Ferrari 147. Discorso chiuso per la scuderia di Maranello?
«Direi che 76 punti di differenza sono davvero tanti. La Mercedes viaggia alla media di quasi 40 punti a gara mentre la Ferrari in una sola occasione (in Spagna) è andata sopra i 30. Mancano soprattutto i punti di Raikkonen in casa Ferrari. Negli ultimi due anni la Mercedes ha ottenuto 38 vittorie su 46 gare, lasciando le briciole agli altri. I numeri sono schiaccianti».
A proposito di Raikkonen, che stagione è stata finora per il pilota finlandese ?
«Purtroppo non ha dato quello che ci si aspettava. Le occasioni le ha avute, ma ha fatto il compitino. A Montreal, per esempio, è arrivato a 57 secondi da Vettel. È lecito attendersi di più da un pilota della sua esperienza. Credo che abbia fatto il suo tempo».
In Canada c’è stata una strategia sbagliata della Ferrari?
«Lo hanno detto anche loro. A Montreal la Ferrari doveva cercare il testa a testa con la Mercedes e prendere in mano il pallino del gioco. Non so perché ciò non sia avvenuto. Sul piano della potenza del motore la Ferrari è quasi alla pari con la Mercedes. Ci voleva forse un po’ più di coraggio, senza farsi condizionare troppo dalla tattica».
Cosa non è andato in casa Ferrari in questa prima parte del Mondiale?
«Il potenziale è cresciuto, ma non sono stati capaci di esprimerlo. Ci sono state situazioni difficili, per esempio quando Vettel e Raikkonen si sono scontrati alla partenza (in Cina, ndr). La strategia, inoltre, non sempre è stata giusta. Mi riferisco non solo a quanto si è visto in Canada ma anche in Australia e in Spagna. I rimpianti ci sono. È chiaro, però, che quando si è costretti a rincorrere qualcosa non riesce».
Domenica si corre sull’inedito circuito di Baku, in Azerbaigian. Che gara bisogna attendersi?
«È un circuito cittadino di sei chilometri ed è aperto a qualsiasi possibilità. Dovrebbe comunque essere una gara veloce. Il tratto che sale verso la città vecchia ha punti molto stretti e richiederà molta precisione. L’asfalto non avrà molta aderenza, il motore verrà sottoposto a un lavoro severo e ci sarà un notevole consumo di benzina. Le insidie, quindi, saranno tante. Ma un circuito cittadino non è mai significativo a livello tecnico. A Silverstone, Zeltweg e Hockenheim conterà la qualità della vettura. A Baku è difficile fare pronostici. La Red Bull potrebbe ripetere la bella prova di Monte Carlo».
Che ne pensa della novità del calendario allargato a 21 gare?
«Per gli appassionati è una bella cosa mentre per chi lavora in Formula 1 è massacrante. Ci sono ritmi folli e tempi strettissimi. Si va da un continente all’altro in pochi giorni. Le sei gare in otto settimane rappresentano uno stress notevole per tutti. Siamo oltre il limite».
La gara più bella vista in questa prima parte del Mondiale qual è stata?
«Ogni gara ha avuto uno spunto di rilievo, ma se devo sceglierne una direi il Gp di Spagna con la vittoria di Verstappen. Non capita tutti i giorni assistere al successo di un 18enne e ha portato alla ribalta un personaggio nuovo».
Quale pilota consiglierebbe alla Ferrari per il futuro?
«Ci sono ragazzi molto interessanti, ma li hanno già bloccati. Per esempio c’è il belga Vandoorne, che ha sostituito Alonso al Gp del Bahrain andando subito a raccogliere punti. Il prossimo anno Vandoorne correrà con la McLaren, al posto di Button, e sicuramente non lo liberano. Lo stesso Verstappen è stato promosso in Red Bull quando hanno fiutato le attenzioni di Mercedes e Ferrari. Il mercato, in queste condizioni, è difficile. Ricciardo è un ottimo pilota e anche Sainz è da tenere d’occhio. Bisognerà vedere le esigenze della Ferrari e se vogliono orientarsi su un pilota esperto o su un giovane da affiancare a Vettel».
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