«La squadra c’è, e io mi sento bene»
Lo scalatore di Villacidro oggi potrebbe non limitarsi a marcare i big
PAU. Ha ottimi motivi per essere soddisfatto, Fabio Aru, al termine del tappone pirenaico. L’esordiente capitano dell’Astana ha retto con autorevolezza il confronto con tutti i big. Sesto al traguardo, settimo nella generale.
«E’ stata dura – dice al termine lo scalatore di Villacidro –, non c’è stato neanche un secondo per rifiatare. E’ stata una tappa tirata sin dall’inizio e l’ha risolta Froome con un gran numero: sembrava cercasse i punti per il Gpm invece ha preso 100 metri e ha allungato in discesa. Io ho provato ad andarmene ai 1200 metri perché c’era indecisione nel gruppetto, ma non è andata come speravo. Peccato, ma è stata un’altra preziosa esperienza, e sono soddisfatto della mia prova». Aru non si è sentito abbandonato dai compagni, anzi. «Kangert e Fuglsang sono stati con me fino alla fine e Nibali e Sanchez per i primi 70 chilometri hanno cercato la fuga, anche se in tv non s’è visto. Hanno fatto il loro, hanno dato il loro contributo, la squadra c’è», ha spiegato, per tornare poi sulla tappa e guardare alla prossima: «Abbiamo tenuto un ritmo alto per tutto il giorno comunque dài, sono tappe dure però anche domani ci sarà spazio e io mi sento abbastanza bene», ha concluso, lasciando intendere che oggi potrebbe non limitarsi alla marcatura degli avversari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google