La rivincita d’argento di Cagnotto e Dallapè
Tania e Francesca sul podio dietro le imprendibili cinesi
La grande rivincita di Tania Cagnotto e Francesca Dallapè. Quattro anni dopo la medaglia di legno di Londra 2012, il sincro azzurro si mette al collo un argento che rimarrà nella storia del tuffismo italiano, giunto 36 anni dopo l’ultima medaglia a cinque cerchi azzurra, quella dell’altro Cagnotto, Giorgio, padre e allenatore di Tania, nel giorno del quinto oro olimpico consecutivo della cinese Wu Minxia, che ha trionfato assieme a Shi Tingmao (345,60) al termine di una gara stellare, con due tuffi oltre gli 80 punti. Ma, dietro una Cina extraterrestre, le prime umane sono Tania e Francesca, che hanno tenuto stretta la seconda posizione dal primo all’ultimo tuffo, chiudendo a 313,83 e staccando nettamente l’Australia di Maddison Keeney e Anabell Smith (299,19). Rivincita e anche un po’ vendetta, quella delle due azzurre, perché la coppia canadese di Jennifer Abel e Pamela Ware, quella che a Londra aveva soffiato alle “nostre” la medaglia di bronzo per soli 2 punti, ieri a Rio l’ha dovuta lasciare a quella dell’Oceania per poco più di 80 centesimi.
Quello di ieri sera era forse – mai dire mai... – l’ultimo appuntamento con la storia della coppia d’oro del sincro azzurro, nata nel 2009, proprio all’indomani del sesto posto ottenuto ai Giochi di Pechino dalla trentina, in coppia con Noemi Batki. Da allora, Tania e Francesca hanno messo assieme qualcosa come otto medaglie d’oro europee e due argenti mondiali, sfiorando clamorosamente il podio olimpico a Londra: in quell’occasione per soli 2 punti (leggasi un errore della Cagnotto al quarto tuffo) la medaglia di bronzo, dietro a Cina e Stati Uniti, andò al Canada. Tra recriminazioni e mezze accuse alla giuria, per le due “sorelle d’Italia” furono lacrime di rabbia e delusione, seguite da qualche dubbio sul prosieguo della carriera. Che invece proseguì, tra un successo e l’altro, proprio per non mancare il nuovo – e ultimo – appuntamento a cinque cerchi, al quale peraltro per Tania farà seguito la gara del trampolino da 3 metri – il 14 agosto – ma anche il matrimonio con l’amato Stefano Parolin, il 24 settembre. Insomma, dopo cinque Olimpiadi (sono tre quelle della Dallapè), un oro, tre argenti e sei bronzi mondiali, 20 medaglie d’oro (!), cinque argenti e quattro bronzi mondiali e, dulcis in fundo, uno splendido argento olimpico, un’altra vita e un altro amore.
Dicevamo della gara di Rio, un po’ priva di storia, con le cinesi Wu Minxia e Shi Tingmao al solito imprendibili, fin dal primo dei due tuffi obbligatori (55,80). Ma subito sotto ci sono Tania e Francesca, che tengono dietro Gran Bretagna, Malesia e Germania anche nel secondo. Dallapè sporca un pochi il terzo, ma Malesia, Gran Bretagna e Canada fanno anche peggio. Nel quarto, un po’ come a Londra, c’è l’errore di Tania, che lascia la porta del podio aperta alle avversarie. Ma queste non ne approfittano, anzi. Canada, Malesia, Australia e Gran Bretagna sono racchiuse in pochi punti, ma a distanza di sicurezza. Fino al capolavoro del doppio e mezzo ritornato carpiato finale (74 punti), che mette al sicuro l’argento delle “Sorelle d’Italia”. L’unico colpo di scena è appunto il sorpasso in extremis dell’Australia sul Canada, per meno di un punto: chi la fa l’aspetti, quattro anni dopo.
@mauridigiangiac
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