Talento e fisicità: un Banco da corsa, ma tosto quando serve
SASSARI. La Dinamo Banco di Sardegna che verrà, quella che fra settembre e ottobre indosserà scarpe e canotta e riprenderà la sua navigazione sui tornanti dell’Italia e dell’Europa della palla a...
SASSARI. La Dinamo Banco di Sardegna che verrà, quella che fra settembre e ottobre indosserà scarpe e canotta e riprenderà la sua navigazione sui tornanti dell’Italia e dell’Europa della palla a spicchi, mostrerà il suo nuovo volto a partire dal prossimo 22 agosto, giorno in cui il roster biancoblù 2016-’17 inizierà il suo precampionato.
Ma qual è l’idea che concettualmente ha generato il roster sassarese? Quali le possibili valutazioni che hanno condotto il general manager e coach Federico Pasquini a scegliere e propendere, in fase di mercato, per una determinata tipologia di giocatore?
Sostanzialmente la fotografia della Dinamo che sarà è quella di una squadra che poggia su rotazione fissa a 10 giocatori, con una componente straniera da 7 elementi di medio alto livello e il riconfermato terzetto italiano a far da collante e conferire una chiana linea di continuità con il passato. In preziosa aggiunta, soprattutto in prospettiva, un italiano come Monaldi che ha già esperienza nella seconda serie del basket tricolore, e Ebeling (1999), uno dei migliori giovani prospetti dell’Italia cestistica su cui la società ha scelto di investire con un contratto da un lustro intero.
Sulla bilancia delle peculiarità, la Dinamo del prossimo futuro perderà forse in atletismo rispetto alle ultime stagioni ma crescerà in fisicità, in primis nei ruoli di playmaker e guardia titolare, con l’aggiunta data dal peso specifico dei due centri di ruolo. L’organico disegnato da Pasquini garantisce almeno due/tre alternative per ruolo, un mix in equilibrio fra giocatori in rampa di lancio e uomini d’esperienza, squadra dotata di una identità ben precisa con talento, atletismo e tecnica. Una Dinamo intercambiabile, che sposa al credo della tattica quello della corsa, che punta a divertire, ma anche a vincere, che vuole essere talentuosa e affidarsi all’estro dei suoi primi attori, ma non disdegna l’essere ruvida quando il gioco si fa duro e il fioretto va riposto nel cassetto. Una Dinamo a immagine di Pasquini, classica e moderna, sfacciata e razionale.
Primo test il 3 e 4 settembre, torneo Geovillage con le campane Avellino e Caserta, oltre all’Hapoel Gerusalemme di coach Pianigiani e Dyson. Prima però il ritiro e una lunga serie di allenamenti, utili a far diventare il gruppo squadra e la squadra un gruppo. (g.d.)
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