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Tossi getta la spugna: «Non è il mio calcio»

Tossi getta la spugna: «Non è il mio calcio»

La Torres perde il direttore sportivo: «Ero tornato perché speravo di aiutare la squadra, ma non ci sono le condizioni»

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SASSARI. Non c’è pace in casa Torres che a sette giorni dal debutto in Coppa Italia perde il direttore sportivo. Anzi riperde il direttore sportivo. Vittorio Tossi ha resistito fin che ha potuto poi ha gettato la spugna evitando di fare polemiche ma confermando quello che già tutti sanno: «Non sono stato messo nelle condizioni di fare il mio lavoro e non ci sono le premesse per andare avanti. Ero rientrato perchè avevo avuto precise garanzie e perchè da sassarese e da torresino sentivo il dovere di dare un contributo alla squadra rossoblù. Però questo non è il mio calcio e credo di aver resistito anche troppo. Mi dispiace immensamente concludere così un’avventura appena cominciata ma non posso più condividere decisioni e comportanti che non fanno il bene della squadra».

L’addio di Tossi era nell’aria ma a fare precipitare le cose sono stati alcuni episodi capitati nelle ultime ore: la scoperta di una trattativa per portare a Sassari una punta senza nemmeno consultare il ds e, cosa assai più grave, il fastidio per i buoni rapporti dell’ex direttore sportivo con i tifosi e, più in generale, con il popolo torresino. Evidentemente per Piraino essere sassarese è una colpa e aver vinto un campionato con la Torres è una macchia e non un merito. Non a caso la società ha proclamato il silenzio stampa prima ancora dell’inizio della preparazione, ha impedito a Guglielmo Bacci di raccontare le sue impressioni dopo il ritorno in una città che lo aveva salutato tre anni fa con una grande festa promozione e si è ben guardata dal presentare i nuovi arrivati e i programmi per la nuova stagione. Un peccato per la Torres e per un gruppo di ragazzi che si ritrovano nel bel mezzo di una bufera senza averne alcuna colpa. Anzi. Fino ad oggi hanno dovuto sopportare il cambio di due preparatori atletici, l’addio del ds e condizioni logistiche a dir poco estreme con allenamenti a Ossi e viaggi con i pullman di linea, pranzi in un locale di via Roma (da raggiungere a piedi) e pernottamenti nella zona industriale di Predda Niedda, lontani da tutti e da tutto. Ultima chicca: per il debutto di domenica prossima in Coppa Italia a Ostia la società ha prenotato un passaggio in nave con il collegamento diurno per risparmiare sul costo delle cabine. Una scelta che offende la squadra ma offende soprattutto la città che questa squadra rappresenta. Tanto che viene da chiedersi che cosa ne pensa mister Bacci e quanto riuscirà ancora a resistere al timone della squadra. Bacci aveva lasciato il ricordo di una persona perbene e pulita. E’ vero che l’allenatore è uno stipendiato ma è anche vero che i soldi non possono comprare la dignità delle persone. O almeno non dovrebbero.

Vittorio Tossi da questo punto di vista ha dato una bella lezione a tutti.

Antonio Ledà

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