I sogni di Giulini: salvezza e stadio
Il presidente del Cagliari tiene i piedi per terra: «La nostra deve essere una crescita graduale»
CAGLIARI. «Andiamo a Bologna per meritarci la vittoria». Tommaso Giulini lancia il cuore oltre l'ostacolo. La sfida con gli emiliani all'ora degli spaghetti merita una sottolineatura speciale. Ma guai a montarsi la testa. «Le coppe europee? Teniamo i piedi per terra. Dobbiamo consolidarci nella categoria poi, si vedrà. L'affetto e le attenzioni dei tifosi nello sport sono fondamentali: con 7.350 abbonati abbiamo incrementato i nostri fedelissimi mentre quasi ovunque in Italia le tessere diminuiscono. Ma, ripeto, pensiamo alla salvezza, se poi arriva qualche giornata prima della fine del campionato, tanto meglio». Il presidente è rilassato. «Per Mati Fernandez la rabbia è sfumata. Siamo stati bravi e fortunati. Tachtsidis è stato il meglio per il bene del Cagliari, siamo caduti in piedi. Lo seguivamo da tempo, avevo l'ok di Rastelli, a un'ora dalla chiusura del mercato, stava andando in Belgio. "Pana" è con noi, un'operazione intelligente e segno del destino».
Il vice Di Gennaro è a disposizione di Massimo Rastelli. Nei minuti finale del calcio mercato il centrale greco era in ballottaggio con Muntari. Il club ha scelto con saggezza. Il patron chiosa: «Sono molto soddisfatto della nostra campagna, abbiamo coperto i posti chiave con esperienza e qualità. Il colpo perfetto? Bruno Alves? Gran professionista, non ha procuratore, è venuto in aereo dalla Turchia per conoscere la città, ci siamo accordati in uno stanzino di Wembley: come Storari l'anno scorso, è stato il volano per l'arrivo degli altri».
Ma anche bersagli sfumati: «Il direttore sportivo Capozucca a giugno ci ha detto di Gabigol, abbiamo visto i filmati. Potevamo prenderlo, sono contento sia all'Inter, mia ex squadra del cuore. Poi, abbiamo mancato Donati, dichiarato incedibile, e Rincon». Inevitabile un flash su Marco Borriello. «Partenza e forma pazzesca che ci ha sorpreso. Fenomenale per professionalità ed entusiasmo, mostra meno dei 34 anni».
Tommaso Giulini riparte dal via. I match con Genoa e Roma sono ancora caldi: «Il campo dà quello che costruisci, con pianificazione e passione. A Marassi non vinceranno in tanti ed è stato ingiusto perdere, così come con la Roma abbiamo strameritato il pari». Ora testa al Bologna. Con un auspicio: il Cagliari attende sviluppi sulla questione nuovo stadio. «Stiamo smontando la Main stand a Quartu, a fine ottobre sarà di fronte al Sant'Elia pronta per dare vita allo stadio provvisorio che nello stesso periodo passerà per il Comune che darà l'ok alla variante. Spero che l'iter burocratico sia snellito al massimo perché sui tempi siamo già stretti».
Il numero uno rossoblù chiude con un sorriso: «Le nostre maglie all'asta hanno fruttato dodicimila euro. Li daremo alla Croce rossa per i terremotati».
Tachtsidis&Bittante. «Due anni fa sono stato vicino al Cagliari, non vedo l'ora di iniziare, ho trovato un bel gruppo, possiamo fare grandi cose», dice Panagiotis Tachtsidis. La mezzala, maglia 77, rilancia: «Do sempre il 100 per cento, penso prima alla squadra che a me, sono pronto a fare quello che vuole il mister. Qui a Cagliari mi piacerebbe fare il salto di qualità».
Dal greco a Luca Bittante. «Ritrovo mister Rastelli dopo tre anni importanti vissuti con lui ad Avellino. Il mister ha carattere, l'ho ritrovato cresciuto. Il presidente Tommaso Giulini - spiega il terzino, maglia 26 - mi ha fatto capire l'importanza del progetto: la campagna acquisti è la sintesi. Raramente ho visto squadre così coese. Un gruppo che rema nella stessa direzione».
Mario Frongia
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