No definitivo della Raggi alle Olimpiadi nella capitale
ROMA. Game Over. La candidatura di Roma alle Olimpiadi in programma per il 2024 sta per essere affondata da Virginia Raggi. La prossima settimana la sindaca, che attende la fine dei giochi...
ROMA. Game Over. La candidatura di Roma alle Olimpiadi in programma per il 2024 sta per essere affondata da Virginia Raggi. La prossima settimana la sindaca, che attende la fine dei giochi Paralimpici che si chiuderanno domani, ufficializzerà la sua scelta infliggendo un colpo mortale al comitato promotore e al Coni. La posizione di Raggi non è mai cambiata, riferiscono fonti del Movimento 5 Stelle, sottolineando implicitamente che i continui rinvii sulla decisione non sarebbero la conseguenza di divergenze in seno al gruppo dirigente ma semplicemente una forma di sensibilità nei confronti degli atleti italiani tuttora impegnati a Rio.
«Virginia lasciamola lavorare, a breve arriverà il no alle Olimpiadi: deve portare avanti il programma M5S, per Roma abbiamo scritto un programma meraviglioso», avrebbe detto il leader Beppe Grillo ad alcuni membri del direttorio. E più di una fonte conferma che le ultime resistenze interne sarebbero state definitivamente superate.
Il vicesindaco di Roma Frongia ad esempio, che negli ultimi mesi ha stretto un legame solido con Malagò mantenendo un fitto dialogo con il numero uno del Coni, si era speso molto nelle ultime settimane affinché la fiammella olimpica non si spegnesse e alcuni assessori di peso digeriscono con fatica, pensando soprattutto ai 5,3 miliardi in arrivo su Roma con le eventuali Olimpiadi, la piega che ha preso la vicenda. Il responsabile dell’Urbanistica Berdini, in particolare, aveva sempre mantenuto una linea possibilista. «Se le Olimpiadi non si traducono in uno scempio ma servono per la messa in sicurezza degli impianti sportivi che stanno andando a pezzi a Roma dico di sì», aveva spiegato l’assessore in più di un’occasione.
Non a caso, alcuni giorni fa, Coni e comitato promotore avevano presentato un dossier nel quale erano indicati circa duemila impianti (palestre, playground, piste ciclabili, piscine ed altre strutture) che avrebbero potuto essere interessati da interventi di riqualificazione strutturale. Progetti destinati a saltare, ovviamente. Di fronte al no del Campidoglio, la certezza quasi assoluta è che il Coni farà calare il sipario su Roma 2024.
Tuttavia la vicenda potrebbe avere pesanti strascichi giudiziari. Forti di una delibera comunale pro-Giochi approvata dal consiglio comunale precedente all’era Raggi e sicuri dell’appoggio del governo Renzi, comitato promotore e Coni si sono già discretamente esposti economicamente ed ora ipotizzano di fare causa al Campidoglio per “mancata continuità amministrativa”.
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