Riva torna al Sant’Elia dopo 11 anni
Il bomber partecipa al minuto di raccoglimento per Nenè e subito dopo va via
CAGLIARI. Sono arrivati alla spicciolata. Greatti con capitan Tomasini, Reginato e l'ex Quagliozzi dalla curva Maratona. Brugnera e Poli dall'ingresso dei Distinti. Con la mezzala e il terzino ex Inter, Gigi Riva. Rombo di tuono al Sant'Elia dopo oltre undici anni. Il 9 febbraio 2005 lo stadio ospita Italia-Russia. Rombo di tuono è il team manager del gruppo guidato da Lippi che un anno e mezzo dopo solleverà a Berlino la Coppa del mondo.
L'occasione è propizia: Cellino, da sempre restio per feste e omaggi agli eroi dello scudetto, dice sì. Prima del via al match degli azzurri, avviene un atto atteso da anni: il Cagliari ritira la maglia numero 11. E pensare che nel frattempo era finita anche nelle spalle di Sabato, difensore di cui si sono perse le tracce. Ieri, il rientro. Riva ha accolto l'assist di Tomasini: "Gigi, ricordiamo Claudio prima dell'Atalanta, al Cagliari sono d'accordo". La Lega dà l'ok per il raccoglimento in memoria del brasiliano. Lo stadio si mette in piedi.
Oltre a Nenè, il saluto è anche per il presidente Ciampi. Riva appare nel tunnel a 5' dal via. Con Reginato e Tomasini saluta i ragazzi di Rastelli. Nello spogliatoio la pacca a Borriello, tra bomber di razza. Da Leggiuno e Napoli, stessa musica: buttarla dentro. E non a caso, la punta del Cagliari dice la sua con gli interessi. Da buon ex mette ko l'Atalanta.
Dopo l'in bocca al lupo ai rossoblù, l'attesa nel sottopassaggio. Riva pare provato. Un filo di commozione accompagna gli altri del tricolore. Parte un video in bianco e nero di Nenè. Gli high lights della mezzala del Santos, figlio d'arte, che ha giocato con Pelè, sono da brivido. Rombo di tuono saluta. Il pubblico lo riconosce, il boato è assordante. L'arbitro Fabbri gli stringe la mano. Lui solleva le braccia al cielo, riparte una sorta di ovazione. Rombo di tuono, emozioni e batticuore. Anche per lui: in quelle porte ha segnato a palate. Ha fatto impazzire portiere e terzini. Le squadre sono schierate. Mentre Tomasini, Brugnera, Greatti, Reginato e Poli raggiungono la tribuna. Riva va via subito. Un fugace saluto, gli occhiali da sole a coprirgli il volto. Rombo di tuono, leggenda che non necessita di luci.
Mario Frongia
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