«Dateci tempo e vi faremo vedere una bella Dinamo»
Basket, Josh Carter fa il punto dopo un mese di allenamenti «Siamo già avanti, il gruppo è ottimo, ma miglioreremo»
SASSARI. Nessun egoismo, tanta voglia di fare gruppo e un avviso per i naviganti: siamo soltanto all’inizio. Joshua “Josh” Carter si impegna a metterci esperienza e classe, per il momento suda, si guarda intorno e annuisce.
«Siamo già un bel gruppo, questo lo posso dire sulla base delle stagioni da professionista che ho affrontato sinora. Abbiamo lavorato per quasi un mese – dice l’ala nata a Dallas, che compirà 30 anni a novembre –, abbiamo giocato un buon numero di amichevoli e la chimica di squadra che abbiamo raggiunto è molto soddisfacente. La forma fisica, gli automatismi in campo e tutte le questioni tecniche si sistemano con i tempi fisiologici che sono normalmente richiesti, ma avere una coesione forte come ce l’abbiamo noi dopo poche settimane di ritiro non è affatto scontato».
Il nuovo numero 23 della Dinamo si prepara ad affrontare la sua ottava stagione di fila in Europa: arrivato nel 2009 ai tedeschi dell’Ewe Oldenburg direttamente dal quadriennio al college (Texas A&M Aggies), Carter ha giocato in Israele (Maccabi Ashdod), in Russia (Spartak San Pietroburgo) e Turchia (un anno al Turk Telekom Ankara, uno al Pinar Karsiyaka di Smirne) e in serie A non è un esordiente: nella stagione 2013-’14 ha infatti indossato la maglia della Montepaschi Siena, vincendo la Supercoppa italiana, perdendo la finale di Coppa Italia proprio con la Dinamo, per poi lasciare lo scudetto all’Armani Milano solo dopo gara7.
Sulla base della sua esperienza, quanto valgono le partite amichevoli giocate sinora dalla Dinamo e quanto possono aiutare a capire il vero valore del nuovo gruppo biancoblù? «Prima di tutto c’è da dire che sono state partite vere – sottolinea Josh Carter –. Il fatto che ne abbiamo vinto 5 è certamente positivo, così come è evidente il fatto che abbiamo affrontato squadre di livello medio-alto. Detto questo, non possiamo dimenticare che siamo soltanto all’inizio della stagione e che questo è per tutti il periodo della pre-season, quindi anche per i nostri avversari. Il mio giudizio è comunque estremamente positivo, siamo via via cresciuti da tutti i punti di vista, ci stiamo conoscendo e stiamo iniziando a capire le caratteristiche di ognuno di noi».
A proposito di caratteristiche, ciò che ha colpito di Josh Carter, è il fatto che in queste sette amichevoli abbia preso mediamente un numero abbastanza moderato di tiri. Da un minimo di 6 (in due partite) a un massimo di 11, nella sfida contro l’Alba Berlino. «Non sono un mangiapalloni – avverte l’ala texana – nella mia carriera ho sempre tenuto una media relativamente bassa di tiri, diciamo tra i 7 e i 10 a partita. Non mi ritengo un giocatore egoista e devo dire che in questa squadra non mi pare proprio che ci siano giocatori che pensano a loro stessi. Magari uno come Djo (Johnson Odom, ndr) prende più tiri, ma è solo perché gioca molti palloni, e comunque è uno che gioca principalmente per la squadra».
Quanto vale, insomma, la Dinamo 2016-’17. «Come ho già detto, le premesse sono buone e siamo già un bel gruppo. Ma il vero valore andrà scoperto via via che si va avanti durante la stagione. Non dobbiamo avere fretta – conclude Carter –, continuiamo a lavorare come abbiamo fatto sinora e i risultati arriveranno, perché i giocatori validi sono tanti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

