La gioia di Melchiorri «È una serata super non la dimenticherò»
Il match winner racconta il suo primo gol in serie A: «Tornavo da un infortunio importante, meglio di così...»
CAGLIARI. Gioia in quadricromia: Federico Melchiorri, dopo l’infortunio, l’intervento ai legamenti del ginocchio, dopo un’estate senza sosta. Dopo l’inferno il paradiso: il primo gol in A che vale vittoria e il netto passo avanti in classifica. «Non vedevo l’ora di raggiungere questo traguardo. Il primo gol in serie A ha per me un significato speciale. Ovviamente, la vittoria sarà difficile da dimenticare» dice l’attaccante. Maceratese, studi in economia con un paio di esami prima della laurea, il numero 9 regala umiltà e concretezza. E lo stadio lo premia con un’ovazione. La squadra fa il resto: dalla panchina è una sorta di rodeo. Lui, smorza. «La salvezza si guadagna in casa e fuori. Il Sant’Elia deve diventare un fortino. La classifica? No, non abbiamo bisogno di guardarla. Dobbiamo pensare il prima possibile a raggiungere i punti necessari per la mantenere la serie A».
Ieri notte “terzo tempo” tra dirigenti doriani e rossoblù. Nonostante la sconfitta il fair play non è mancato. Melchiorri, braccato dalle tv, riparte come un treno. Il film è lungo e sofferto. «Sì, torno da infortunio importante. Rivedo tante cose, il lavoro in campo, d’estate, il gol alla Samp, tante cose che neppure posso descriverle. L’errore di Viviano? Intanto, noi tutti abbiamo creduto di poter vincere questa partita. Abbiamo giocato a viso aperto senza mai mollare». la carica del tecnico, il nuovo assetto, aggressività e linea difensiva alta con un Bruno Alves sontuoso. Il Cagliari si Rastellki cresce. Melchiorri annuisce. «Sì, abbiamo avuto un enorme possesso palla e creato diverse occasioni. Ma soprattutto, siamo stati uniti e solidi nel continuare a cercare la vittoria». E la Samp? «Tosta, racchiusa in un fazzoletto, come ce l’aspettavamo. Ma abbiamo preparato al meglio la partita, questi sono punti d’oro». Il campionato è appena alla sesta giornata. Ci sarà da soffrire. Si pensa al Crotone, domenica al Sant’Elia. «Poche storie, dobbiamo fare risultato a tutti i costi e stiamo lavorando bene». Si entra nel vivo. per Federico la posta sale: «Non so se mi sono guadagnato un posto da titolare, penso a dare il massimo e vedrò cosa dice il mister: so di non essere al cento per cento ma se mi chiama sono pronto».
La domanda è obbligata: la questione fascia da capitano incombe: «Ci è dispiaciuto che Marco abbia dovuto fare questo sacrificio per il bene della squadra. Ma rimane il capitano nei nostri pensieri. La dedica? Penso sempre a Marco, si è fatto male, speriamo non sia nulla di grave. E poi, ho un pensiero per tutti quelli che mi sono stati vicino in questi mesi».
Mario Frongia
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