Vele ammainate a Carloforte, soffia la polemica
Annullati per problemi economici il Trofeo Ferrando e la Vinetta Cup, due classicissime della stagione
CARLOFORTE. Per il secondo anno consecutivo, a Carloforte le vele latine sono rimaste ammainate. Così come nel 2015, le tradizionali regate di fine settembre, ovvero il Trofeo Peppino Ferrando e la Vinetta Cup, organizzate dalla sezione isolana della Lega Navale Italiana con oltre venti edizioni alle spalle, non si sono tenute per mancanza di iscritti. E se a queste si somma l'’annullamento del Trofeo Isola di San Pietro, organizzato dal Carloforte Yacht Club a fine giugno, il vuoto è totale e fragoroso, considerando il luogo rinomato e storico per la vela latina in Sardegna.
Un luogo che ha dato i natali a fior di velisti e tanti scafi pluripremiati, come le lance Aixia e Altair (dell’Istituto nautico), vincitori di campionati nazionali e trofei regionali prestigiosi. Gli scafi, così come altri ormeggiati nei moli tabarchini e del circondario, non sono affondati. Ci sono, come possono ben ammirare i turisti mentre visitano i porticcioli sulcitani. Il problema, a quanto pare, sta nelle regole e nei costi che gli armatori devono sostenere per affrontare le gare.
Circostanze che, aumentando le difficoltà e i budget in fase preparatoria, scoraggiano di fatto i proprietari ad allestire scafi ed equipaggi per competere. Da più parti, chiedono di ritornare al passato, potendo permettere alle tradizionali barche armate con vele bianche triangolari di navigare nelle condizioni in cui sono state create, evitando l'utilizzo di criteri, sistemi e materiali più adatti alla performance che al divertimento. Lo stesso dicasi per gli obblighi imposti da Fiv e Aivel (ad esempio il tesseramento collettivo degli equipaggi). Ma soprattutto - si augurano gli armatori -, si dovrebbe ritrovare quel sano spirito sportivo e ricreativo che ha sempre contraddistinto i cultori della vela latina, a prescindere dal risultato e dalle regole.
Simone Repetto
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