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«Se giochiamo con umiltà anche oggi faremo bene»

«Se giochiamo con umiltà anche oggi faremo bene»

CAGLIARI. Dall'infermeria esce Borriello ed entra Ceppitelli. Massimo Rastelli si concede un mezzo sorriso. Ai forfait dell'ultim'ora il tecnico è abituato. Ieri è tornato a casa Ceppitelli,...

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CAGLIARI. Dall'infermeria esce Borriello ed entra Ceppitelli. Massimo Rastelli si concede un mezzo sorriso. Ai forfait dell'ultim'ora il tecnico è abituato. Ieri è tornato a casa Ceppitelli, febbricitante. Il difensore è convocato, si decide a poche ore dal match se coinvolgerlo o meno. Rastelli si gode il rientro di Borriello ("Sta bene, si è riposato due giorni, è pronto e disponibile") e tiene conto delle parole di Melchiorri. «Federico si è allenato bene. Ma è normale per chi non gioca da sei mesi, dopo una partita di 90' con dispendio mentale e fisico, essere provati. Mostra umiltà e intelligenza. Ma questo non mi meraviglia».

Si entra nel vivo. «La Fiorentina? Forte, solida, con pochissimi punti deboli, ha qualità, predisposizione propositiva e individualità che giocano senza palla e cercano la profondità. Inspiegabile vederla con pochi punti. Serve una prestazione superiore a quella di San Siro. Loro ci presseranno, sanno cosa fare prima che arrivi la palla e non danno punti di riferimento».

E il Cagliari? Motivato e consapevole di avere il vento in poppa. «La Fiorentina si batte da squadra, mettendo in campo le caratteristiche che ci contraddistinguono. Dobbiamo fare tutto bene. Turn over? No, metto in campo la formazione migliore. Poi, pensiamo alla partita con la Lazio».

L'allenatore torna sui suoi e sulla ribalta dovuta alla vittoria di Milano. «Gli ultimi risultati ci hanno posto all'attenzione, ci sarà un atteggiamento diverso che renderà le cose meno semplici. Vogliamo proseguire a fare risultati, siamo in salute, le vittorie aiutano a vincere e a crescere. Ma sappiamo che le insidie sono dietro l'angolo».

Un tasto delicato. Rastelli spiega: «L'entusiasmo per quel che stiamo facendo ci sta. Ma quel che serve è un risultato positivo, altrimenti si vanifica quel che abbiamo fatto a San Siro. Dobbiamo capire che serve grande umiltà. Abbiamo un obiettivo importante da raggiungere, non abbiamo fatto ancora nulla».

L'allenatore rossoblù ha incrociato Giulini: intesa perfetta. «Il presidente è soddisfatto per quel che la squadra ha fatto nelle prime otto partite, perché vincere a Milano non è semplice, specie per il suo passato all'Inter. Ma soprattutto per come abbiamo ottenuto i 3 punti». Infine, il gruppo. «Tutti danno il massimo per mettermi in difficoltà, lo vedo dagli allenamenti. la sorpresa della A? No, troppo presto, anche se siamo la migliore delle neopromosse. Potremo capirne di più alla fine del girone d'andata. Per ora, pensiamo a trascinare il nostro pubblico».

Mario Frongia

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