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Rastelli esalta i suoi: «Partita perfetta»

di Enrico Gaviano
Rastelli esalta i suoi: «Partita perfetta»

L’allenatore: «Un Cagliari brutto e sporco ma vincente»

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CAGLIARI. Brutti, cattivi e vincenti. Il film di ieri andato in onda allo stadio Sant’Elia lo titola Massimo Rastelli, sorridente finalmente, disteso, dopo le due brutte scoppole subite in rapida successione contro Fiorentina e Lazio. «Devo fare i complimenti alla squadra – esordisce in sala stampa –, perché nel primo tempo ha saputo fare tutto per bene. Coprire, fare pressing, creare un paio di buone occasioni. Poi nella ripresa abbiamo capitalizzato».

Un vittoria sofferta? Certo, il mister rossoblù annuisce: «Non è mai facile vincere in serie A – sottolinea – e in questa occasione lo hanno capito anche i tifosi, che ci hanno sostenuto dal primo all’ultimo minuto, perché consci del fatto che questa era una partita delicata, non semplice. Che noi non dovevamo prima di tutto perdere, per non rilanciare un avversario diretto».

Vittoria del Cagliari con la firma indelebile di Daniele Dessena. «Abbiamo scritto un’altra bella pagina di questo Cagliari – dice Rastelli –. Dopo Pisacane, Sau, Storari, Melchiorri, ora Daniele. Meritava questa bella giornata. Ricordo che lui ci teneva parecchio a riportare il Cagliari in serie A, ed è stata davvero una sofferenza per lui stare fuori per gran parte del campionato di B. Si è preparato con grande impegno, aspettando il momento giusto, e ora ha colto un giusto premio per i tanti sacrifici».

Una giornata dove, invece, gli attaccanti Borriello e Sau non hanno brillato parecchio. «Non hanno brillato ma hanno fatto un lavoro sporco, quello che poi ho chiesto – sottolinea l’allenatore del Cagliari –. Perché dovevano aiutare gli altri a pressare, lavorare anche sui terzini avversari. Insomma diciamo che hanno fatto legna, e alla fine tutta la squadra è stata premiata da questa importantissima vittoria».

Una vittoria che spezza il periodo nero: 2 partite e nove gol subiti. La classifica sorride e la zona retrocessione si è allontatanata di parecchio. Rastelli però puntualizza. «La classifica era buona anche prima – dice ancora l’allenatore –, poi però le due sconfitte contro Fiorentina e Lazio , definiamole chiassose, hanno creato dunque molto rumore. Ecco, dopo questo successo spero che la squadra non ripeta quanto fatto dopo la vittoria di Milano contro l’Inter».

Perché, comunque, l’obiettivo da perseguire, per Rastelli è uno solo. «Dopo la vittoria di San Siro ho sentito discorsi assurdi, tipo Europa league, ma noi abbiamo un solo obiettivo: salvarci. Per far questo dobbiamo arrivare prima possibile a quota 40 punti. Dopo potremo fare tutti i discorsi che volete: gioco, bel calcio, classifica. Ma sino a quel momento voglio dalla squadra la massima concentrazione possibile».

L’ultima annotazione riguarda il gol del Palermo, che ha tenuto in bilico la partita sino alla fine. «Non so bene cosa sia successo – ammette per concludere Massimo Rastelli –, quella palla doveva essere nostra, invece il Palermo ha segnato. Devo dir la verità non ho visto bene: riguarderò l’azione in tv e poi potrei essere più preciso. Ma è stata veramente l’unica occasione concessa ai nostri avversari in tutta la partita».

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