Il fair play è un rigore sbagliato
L’avversario a terra, il fischio dell’arbitro. Piccinnu del Telti spiega perché ha tirato fuori apposta
OLBIA. Ha 21 anni Riccardo Piccinnu, l’attaccante del Telti protagonista domenica di un gesto di fair play che fa riflettere: in Prima Categoria e nel calcio gli sportivi veri non mancano.
Sul campo della Bittese, domenica l’arbitro ha concesso al Telti un calcio di rigore per un fallo di mani in area di un difensore locale, che aveva voluto fermare il gioco perché un suo compagno di squadra si era infortunato. Una pallonata alla testa, e l’avversario era a terra. Un rigore sacrosanto per quanto riguarda il regolamento ma non per il fair play, visto che una botta alla testa è sempre pericolosa. CosìRiccardo Piccinnu, dopo aver ottenuto l’ok della panchina, con in testa l’allenatore Giorgio Bagatti, ha deciso di non segnare, avendo l’accortezza di avvertire il portiere avversario Decortis di non muoversi che tanto avrebbe calciato lentamente fuori. Un gesto apprezzato dagli avversari e dal pubblico di casa, che ha tributato un lungo applauso a Piccinnu e al Telti.
“Non era giusto segnare così – spiega il giorno dopo Riccardo Piccinnu –. Un nostro calcio di punizione ha colpito alla testa un avversario che si è accasciato a terra, la maggior parte dei giocatori di entrambe le squadre erano fermi in attesa del fischio dell’arbitro, arriva un cross e il difensore del la Bittese ha voluto fermare il gioco prendendo il pallone con le mani. L’arbitro ha concesso il rigore, ma io e tutti i miei compagni siamo stati d’accordo nel calciare fuori ”.
Il punteggio al momento del rigore sbagliato era di 0-0, successivamente l’arbitro ha concesso un altro rigore a vostro favore, ma questa volta ha segnato il gol che ha sbloccato il risultato.
“La seconda volta sono andato con la convinzione di fare gol, non riuscivamo a sbloccare il risultato e il secondo penalty ha fatto sì che dessimo una svolta al risultato di una gara vinta poi per 3-0”.
Complimenti dagli addetti ai lavori, ma qualcuno la pensa diversamente. Come si sarebbe comportato se il rigore-non rigore lo avesse dovuto calciare al novantesimo, sullo zero a zero?
“Non sarebbe cambiato niente, avrei calciato lo stesso fuori. Siamo una società giovane, fatta da un gruppo di amici che porta in alto il nome di Telti. E’ la seconda stagione che vesto questa maglia: ho iniziato con il settore giovanile dell’Olbia, ho giocato in Eccellenza vinto con Mauro Giorico in panchina. Poi esperienze con Calangianus, Ilva e Porto Rotondo e da due anni sono a Telti”.
Squadra che lo scorso anno fu protagonista di un episodio analogo: contro la Stella Smeralda rigore per i gialloverdi sull’1-1. Francesco Milia calcia fuori intenzionalmente e spiega agli avversari che le partite lui non le vuole vincere con rigori concessi ingiustamente. Fu premiato dalla Figc. Quest’anno toccherà a Riccardo Piccinnu, o all’intero Telti?
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