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Kouko: alternarsi in campo ci fa dare il massimo

Murgia: «È stato un onore giocare al posto di Cossu». Carboni: «Abbiamo meritato questo risultato»

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VITERBO. Peccato solo che la media sia “rovinata” da Kouko, che è un classe '89, altrimenti si sarebbe potuto parlare di un’ Olbia formato under 21 in conferenza stampa. Perché oltre all’ex maceratese si sono presentati a parlare con i cronisti il ventenne Werther Carboni e il diciannovenne Alessio Murgia, quasi a sintetizzare quella meglio gioventù presentata da Mignani al Rocchi. Parla per primo Murgia, che non tradisce emozione così come in campo non gli è pesato sostituire uno come Andrea Cossu. «È stato un onore giocare al posto di Andrea» spiega il numero 13 dei bianchi (ma che ieri hanno giocato con la mise nera, nda). Poi aggiunge. «È stato bello vincere e sfatare finalmente il tabù trasferta, perché volevamo la vittoria e siamo riusciti a portarla a casa». Schietta la sintesi: «Ci sentiamo una grande famiglia, in rosa siamo tanti giovani e abbiamo la fortuna di avere un allenatore che ci segue e ci guida in ogni dettaglio. E in più ci sono compagni esperti che ci stanno dando una grande mano». Poi tocca al “vecchio” Kouko, sussurrare che «siamo felici per questi tre punti e per come li abbiamo ottenuti. Il mister in settimana ci aveva chiesto di mettere più grinta in campo ed è quello che abbiamo fatto, in particolare nella ripresa, quando siamo stati più cattivi e reattivi nel colpire la Viterbese». L’ex Maceratese si sofferma anche sul parco attaccanti della sua squadra. «Siamo in tanti e l’allenatore ci alterna, così ottiene da ognuno di noi sempre il massimo». L'ultimo a presentarsi, Carboni, è forse il migliore in campo, e ci si interroga se il portiere di una squadra che ha vinto 0-3 in trasferta possa essere considerato davvero l'uomo del match. Tre gli interventi prodigiosi compiuti dal numero 1 nato a Sassari. «Nella ripresa spiega l’estremo difensore – sono stato reattivo nell'oppormi in contro tempo, ma da lì in poi ci siamo ripresi e abbiamo cominciato a far girare la palla e ad andare forte». E ancora. «Abbiamo meritato questa vittoria». Inevitabile, per lui, parlare dell’incidente che l’ha tenuto a lungo fermo ai box. «Mi sono sempre rialzato nei momenti difficili, prima la frattura al braccio e poi quella del dito. Non è stato facile, ma finalmente posso prendermi le mie prime rivincite. Sono felice di poterlo fare per l’Olbia, società alla quale devo tanto». Giovani rampanti ed esperti protagonisti del football. A Olbia il segreto del successo è tutto qui.

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