«Chi gioca oggi avrà il fuoco dentro»
Massimo Rastelli sprona la squadra: «Diamo il massimo, poi tireremo le somme»
CAGLIARI. In campo c'è la Samp, ma il Cagliari ha già nel mirino il Pescara. «Onoreremo la Coppa Italia, chi scende in campo darà il massimo». Massimo Rastelli incornicia così la trasferta di stasera a Marassi. Ma con nove titolari a casa, più gli infortunati, il conto è presto fatto: «Portiamo a Genova dieci Primavera, ragazzi che si sono allenati spesso con noi e che conoscono i nostri principi di gioco, movimenti e assetto. La partita con la Sampdoria è un'ottima occasione per dare minutaggio e per vedere chi tra questi giovani può essere aggregato con più continuità alla prima squadra».
Insomma, il Cagliari si porta avanti con il lavoro. L'occasione è ghiotta per verificare unità d'intenti e medesime filosofie dal bacino giovanile al gruppo che gioca in serie A. Tanti under, dunque. Ma il tecnico non cede sui primi undici. «Ho ancora qualche dubbio, per questo non vi do la formazione. Capuano? Non c'è, da domani torna ad allenarsi in gruppo, a Pescara è complicato possa esserci».
Si ripassa dalla Tim Cup. «Ci siamo guadagnati il passaggio del turno e almeno cinque giocatori metteranno minuti in più sulle gambe, consapevoli che la partita più importante è quella contro il Pescara. Ma sia chiaro - ribatte Rastelli - vogliamo fare una buona partita contro una squadra forte».
Il 2-1 del Sant'Elia contro la formazione dell'ex Giampaolo pare preistoria. «Noi e la Samp adottiamo lo stesso sistema di gioco. Mi aspetto una partita con il centrocampo affollato. Per me è importante verificare le condizioni di Dessena, Munari, Salamon, Giannetti, Melchiorri e Rafael. Ma ripeto, chi gioca darà l'anima».
E l'Udinese, sconfitto appena tre giorni fa? L'allenatore rossoblù si gode l'attimo senza particolari euforie. «La vittoria di domenica dà morale, ma non cambia la stima o l'autostima che abbiamo di noi stessi. Conosciamo già i nostri pregi e difetti. Aver vinto, salendo a quota 19 e a +12 dal terzultimo posto, ci dà la consapevolezza che anche nelle difficoltà possiamo portare a casa risultati utili e importanti. Con un altro aspetto di rilievo: possiamo gestire senza fretta il recupero degli infortunati».
Il tema è caldo. In tanti ci si chiede dove sarebbe potuto andare un Cagliari senza l'infermeria affollata. «Tutti i club hanno giocatori infortunati, magari non gravi come i nostri. Ma rimane un fatto: abbiamo vinto il 45 per cento delle partite. Forse, potevamo fare qualche pareggio in più. E senza così tante assenze avremmo potuto offrire un gioco migliore e conquistare qualche altro punto».
Si cerca il pelo nell'uovo. Rastelli tiene botta: «Contro l'Udinese non mi è piaciuta la mancata gestione della palla nei primi 20 minuti. L'abbiamo preparata bene, ma in partita è normale ci sia un po' di tensione. La classifica? Positiva. Ora, dobbiamo scendere in campo con più tranquillità. È un bel vantaggio».
Mario Frongia
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