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A Belgrado è nata una nuova Dinamo

di Andrea Sini
A Belgrado è nata una nuova Dinamo

Basket, la vittoria in casa del Partizan è figlia di una grande prova di gruppo e può fare svoltare la stagione

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Spalle larghe, sangue freddo e grande cuore. La vittoria in volata sul campo del Partizan Belgrado rimette in pista la Dinamo, che chiude con un’impresa in qualche modo storica il periodo nero delle 6 sconfitte consecutive, riaccende il motore e si rimette inpace soprattutto con se stessa.

Never give up. Nella leggendaria Pionir Arena il Banco ha camminato a lungo sull’orlo del baratro ma non si è mai arreso. Il secondo quarto ha visto i sassaresi sprofondare dal +9 del 7’ al -14 del 18’ (44-30), con un break pesantissimo sulle spalle (33-10) e tanti brutti pensieri. Lacey e compagni sono rientrati in partita (54-51) ma sono stati ricacciati più volte indietro, trovandosi a -7 a 3’ dalla sirena, e poi ancora -6 a 1’06” dalla fine, prima del gioco da tre punti “inventato” da Sacchetti sulla sirena dei 24”. La casualità e il fato hanno il suo ruolo, eccome, perché in un match in cui i padroni di casa hanno sbagliato 16 tiri liberi e gli ospiti 13, la Dinamo ha fallito proprio dalla lunetta, con Olaseni, il match ball sul 79-79 con il cronometro che diceva 0”7. Senza contare che il Partizan ha comunque avuto in mano la palla della vittoria, ma la tripla di Ratkovica (poi dichiarata fuori tempo dagli arbitri) ha rimbalzato sul ferro.

Pezzi di bravura. La gestione della partita dal punto di vista mentale è stata semplicemente un capolavoro: uscire a braccia alzate da un campo così difficile dopo 6 ko di fila e tanti sforzi vanificati da errori o colpi di sfortuna sulla sirena, non è cosa da tutti. Invece i ragazzi di Pasquini non hanno mai perso la calma, neppure sul -14. L’altra arma usata nel modo giusto è stata la difesa, con il tentativo costante di forzare i blocchi per non finire nella “rumba” bianconera tanto temuta da Pasquini. E poi ci sono state le giocate di pura classe che hanno indirizzato la gara verso una direzione precisa: il gioco da 3 punti di Sacchetti che ha riacceso la luce sul -6, la giocata con la quale Stipcevic ha pescato Olaseni per il canestro della parità al 40’, e la tripla realizzata da Carter a 19” dalla fine del supplementare.

Solidità, finalmente. Dopo la partita coach Pasquini ha parlato non a caso di prova di grande consistenza da parte dei suoi uomini. Cosa intendeva esattamente? Prima di tutto, come già accennato, il grande sforzo in difesa, in particolare quando il Partizan andava a nozze nell’uno contro uno. A fare la differenza, da questo punto di vista, è stata la cattiveria dei sassaresi, che da metà del terzo quarto in poi hanno deciso di mettere le mani addosso ai serbi, senza remore nello spendere i falli. “Solidità” è anche la grande prova del gruppo a rimbalzo, uno dei punti deboli della Dinamo: a fine gara il divario è stato abbastanza contenuto (47-42 per i serbi); ma a metà gara il Partizan era a +6 e questo significa che nei 25 minuti di gioco seguenti il Banco ha pulito i tabelloni meglio degli avversari: 29-28. Il tutto con una particolarità: otto giocatori della Dinamo hanno preso almeno 2 rimbalzi e 6 di loro ne hanno tirato giù almeno 4 a testa. Non male per una squadra che secondo alcuni è slegata e poco coesa. Ottima anche la distribuzione dei punti: cinque giocatori sono andati in doppia cifra, con l’aggiunta dei preziosi mattoncini portati da Devecchi, Sacchetti e Savanovic, autori complessivamente di 17 punti. Il simbolo di questa solidità è Trevor Lacey, che ha chiuso con 12 punti, 8 rimbalzi e 7 assist.

Cercasi leader. Una vera guida in campo, nel senso strettissimo di leadership, ancora non è stata trovata. Ma quando tutti gli elementi del roster fanno la loro parte, e uno di loro (in questo caso Carter) va sopra la media piazzando un ventello, allora ci si può permettere persino di regalare un giocatore come Johnson Odom. Il play americano in questo momento appare completamente scollegato dal resto della squadra: lento, con poche idee, nullo in fase offensiva. Risolto (si spera) il problema dei lunghi, questa è la prossima grana da risolvere.

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