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Il Tergu Plubium è sicuro quando Selva fa la guardia

di Giovanni Dessole
Il Tergu Plubium è sicuro quando Selva fa la guardia

È l’unico portiere del 1998 titolare fisso nel difficile campionato di Eccellenza Domani il big match con il Tortolì: «Non siamo da meno, e giochiamo in casa»

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TERGU. Domani si gioca Tergu Plubium-Tortolì, scontro al vertice del campionato di Eccellenza isolana, in palio i 3 punti e la possibilità per il team anglonese di restare in scia alla schiacciasassi ogliastrina. Una partita particolare i cui destini, in maglia tergulana, saranno determinati – anche - dalle mani e dalle parate di Enrico Selva, numero uno nato il 25 agosto del 1998. Unico portiere classe '98 titolare della categoria: una bella soddisfazione.

«Essere l'unico '98 fra i pali è motivo di orgoglio. Ovviamente non si deve mai pensare di essere arrivati: è fondamentale continuare a spingersi verso il limite, mai accontentarsi».

Quanto è importante avere la possibilità di giocare in Eccellenza?

«Alla mia età giocare per una squadra ambiziosa è un grande stimolo. Importante è essere affiancati da persone preparate e io posso ritenermi fortunato ad avere un signor allenatore dei portieri come Bobo Gaspa, persona dai valori eccezionali. Mi tiene sul pezzo e mi aiuta quasi come un padre nel mio percorso».

Gli obiettivi del Tergu Plubium?

«Questa prima parte di stagione ci sta dando tante soddisfazioni, soprattutto in trasferta. Siamo determinati e affamati, con tanti fuori quota di alto livello. Stiamo lavorando duro per fare del nostro campo un fortino. L'obiettivo è migliorare il quarto posto dello scorso campionato e centrare i playoff. La strada è lunga e sarà dura, ma quando c'è un gruppo sereno e unito tutto può accadere».

Obiettivo personale? Sogno nel cassetto? Ispirazione?

«Io lavoro per migliorarmi ogni giorno, metto da parte tante cose per il calcio e vorrei che un giorno i sacrifici fossero ripagati con la possibilità di giocare in categorie superiori. Tutto dipende da me, devo lavorare in silenzio e con umiltà, poi tirerò le somme. Senza dubbio per noi portieri italiani il punto di riferimento è Buffon: riesce a trasmettere tanto e a far capire che un portiere non si deve porsi limiti».

La più bella parata fatta in carriera?

«Per me ogni parata, dalla più semplice alla più difficile, è importante allo stesso modo. Una in particolare? Quella fatta a Tonara quest'anno nei primi minuti di gioco: sono riuscito a deviare la palla sulla traversa su un tiro alto e angolato da dentro l'area».

Ora il big match con il Tortolì.

«Una gara così importante non ha bisogno di commenti. Incontriamo una squadra che sembra avere una marcia in più ed è ricca di campioni. Ma noi non siamo da meno e dobbiamo far capire che Tergu è casa nostra. Sarà una battaglia, probabilmente una delle più belle partite da giocare, e da vedere».

Un messaggio ai suoi coetanei?

«A chi a breve finirà la sua esperienza nel settore giovanile, in particolare ai portieri, dico di non darsi mai per vinti e continuare ad allenarsi perché ognuno può dire la sua. Bisogna essere ambiziosi, avere fame, fare sacrifici, essere umili e cogliere ogni possibilità che ci viene data: in questo ruolo ci si possono togliere tante soddisfazioni».

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