La Dinamo crolla ancora a Brindisi è un vero disastro
Match a senso unico al PalaPentassuglia, con i padroni di casa avanti anche di 28 punti Esordio indecifrabile per Lawal. Johnson Odom in partenza, ma ora è crisi profonda
INVIATO A BRINDISI. Non sono spettacoli da mandare in onda con i bambini ancora in piedi. Nel tiepido pomeriggio salentino, la Dinamo viene violentata dall’Enel Brindisi di Meo Sacchetti, al termine della peggiore prestazione di questo terribile avvio di stagione. Quattro sconfitte di fila in campionato, sette nelle ultime otto gare tra serie A e Champions League, con la qualificazione alla Final Eight di coppa Italia a questo punto seriamente a rischio, sono lo specchio di una situazione davvero difficile da interpretare.
Crisi nera. I progressi delle ultime settimane (al netto dei ko sulla sirena) e la prova di grande carattere di appena cinque giorni fa a Belgrado sono stati cancellati da una prestazione sconcertante, nella quale i sassaresi sono andati in barca già al secondo minuto (7-0) e non si sono mai rialzati, subendo addirittura l’umiliazione di venire doppiati a metà del terzo quarto, sul 56-28. Le percentuali al tiro sanguinose (5/23 da 3, 38% complessivo) hanno inibito la rincorsa dei biancoblù anche nei momenti in cui la difesa ha funzionato.
Verso il nuovo corso. Con Gani Lawal arrivato da appena un paio di giorni, la squadra di Federico Pasquini ha fallito completamente la prova di maturità in casa dei brindisini, che con una ottima difesa e altissime percentuali al tiro (9/9 da 2 nel primo quarto) hanno costruito un successo incontestabile e mai in discussione. L’addio di Johnson Odom è ormai imminente: con l’arrivo di David Bell e l’inserimento di Lawal, la Dinamo si appresta a cambiare presto fisionomia. Stavolta senza appello, perchè il calendario corre.
Match da incubo. Pasquini lascia in tribuna Lydeka e manda in quintetto con Lawal affiancato da Savanovic e il solito trio di esterni formato da Johnson Odom, Lacey e Carter. La difesa sassarese è impresentabile, Brindisi prende grande fiducia (12-2 dopo 3’15”) e dilaga sul +14 (18-4). Le rotazioni di Pasquini si susseguono vorticosamente ma a fine quarto è 27-13. Il secondo quarto si apre nel peggiore dei modi: palla persa banalmente e tripla dall’angolo di Goss per il +17 brindisino (30-13).
Un lumicino. Savanovic e Johnson Odom smuovono le acque in attacco, Carter fa la sua parte in difesa e una schiacciata di Lawal riporta i sassaresi a -10 (32-22) a 6’27” dal riposo. Pasquini opta per un quintetto bassissimo, con quattro piccoli più Olaseni. La scossa a livello difensivo arriva, ma l’attacco è un disastro, tra mani freddissime (Lacey fallisce la tripla del -7) e tiri rifiutati: così Brindisi riprende fiducia e con pazienza e senza fare faville costruisce un nuovo break (41-26 a 1’17"), sufficiente per andare al riposo su un confortevole +13 (41-28).
Il crollo. Per la Dinamo piove sul bagnato, con Carter a quota tre falli e i due lunghi Savanovic e Lawal già a 2. Pasquini parte ancora da un quintetto con pochissimi centimetri, con Monaldi, Stipcevic, Lacey, Devecchi, Savanovic: esperimento fallito malamente, perché la Dinamo sbaglia cinque tiri di fila mentre Brindisi è in trance. I sassaresi continuano a spadellare (2/15 da 3 al 23’) e a difendere a intermittenza. La situazione si fa imbarazzante, con Mbaye e Carter che dominano vicino a canestro (anche contro la zona) e allungano il break all’inverosimile (15-0 e doppiaggio sul 56-28 a 5’40”). I sassaresi smuovono il punteggio con Johnson Odom ma è un brodino tiepido (57-37) che si asciuga presto: alla terza sirena è -22 (64-42), poi la Dinamo riesce finalmente a proteggersi un po’ con la difesa a zona, e risalire a -15 (64-49). La mira però resta pessima e a soffiare sulla fiammella delle flebili speranze dei sassaresi è Goss, con la tripla del nuovo +17 brindisino (69-51). Mancano ancora 6’, ma i titoli di coda sul peggiore film horror proiettato quest’anno stanno già scorrendo.
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