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MilaN verso il passaggio di mano

I cinesi versano la seconda caparra

I cinesi versano la seconda caparra

Alla Fininvest altri cento milioni dal consorzio Sino-Europe Sports

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MILANO. È arrivata la seconda caparra da cento milioni di euro per l’acquisto del Milan da parte del consorzio di investitori di Sino Europe Sports. La conferma diffusa da fonti vicine alla trattative è arrivata poi ufficialmente con un tweet della Sino-Europe Sports: «Confermato ulteriore deposito caparra di euro 100mln da #SES a #Fininvest». Sale così a quota 200 milioni la cifra versata nelle casse dell’azionista di maggioranza dei rossoneri. La Finivest ha così già incassato oltre un terzo dei 520 milioni di euro pattuiti nel preliminare di compravendita del 5 agosto scorso e ora si viaggia più spediti verso la chiusura dell’operazione.

Il versamento della seconda caparra era atteso già nella giornata di avantieri, secondo quanto si affermava nel comunicato congiunto di Fininvest e Sino Europe Sports del 7 dicembre scorso, che posticipava al 3 marzo prossimo il closing dell’accordo per il passaggio del club rossonero dalle mani di Silvio Berlusconi a quelle degli investitori cinesi guidati da David Li Han e da Li Yonghong.

Nel gruppo di investitori che entro il 3 marzo diventeranno i proprietari del Milan, secondo le ultime indiscrezioni, ci sarebbero anche quattro banche cinesi oltre ai nomi già noti di David Li Han e Li Yonghong e del gruppo Haixia Capital. I nomi nuovi sarebbero quelli di Huarong International, Industrial Bank, Bank of Guangzhou e China Zheshang Bank.

Si è quindi chiusa con un nulla di fatto l’assemblea dei soci dell’Ac Milan prevista per ieri mattina. È stata infatti accolta la proposta del socio di maggioranza Fininvest di non deliberare su tutti i punti all’ordine del giorno. A proposito invece delle domande poste dai soci di minoranza della società rossonera, l’amministratore delegato del Milan e presidente dell’assemblea, Adriano Galliani, ha precisato che «l’assemblea non è il luogo deputato al dibattito dei soci nè della trattazione di esclusivo interesse mediatico».

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