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Una squadra giù di giri ed errori che si ripetono

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Una squadra giù di giri ed errori che si ripetono

EMPOLI. Non è pensabile vivere sulle disgrazie altrui. I risultati di ieri in qualche modo attenuano l’ennesimo tonfo del Cagliari in trasferta e tengono a distanza di sicurezza le ultime tre della...

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EMPOLI. Non è pensabile vivere sulle disgrazie altrui. I risultati di ieri in qualche modo attenuano l’ennesimo tonfo del Cagliari in trasferta e tengono a distanza di sicurezza le ultime tre della classifica, ma è sotto gli occhi di tutti che quella rossoblù è una squadra “malata”. La difesa che subisce gol a ripetizione è ormai un male cronico al quale non si riesce a trovare un rimedio. Ma ci sono anche altri aspetti sui quali vale la pena fermarsi a riflettere.

Ripartenze. Il Cagliari ne subisce almeno tre-quattro a partita e tutto nasce dalle situazioni di palla inattiva a proprio favore. Un calcio di punizione o un angolo diventano potenziali occasioni per gli avversari se riescono a ripartire. Succede che i rossoblù si sbilanciano,perdono equilibrio e si trovano a difendere in inferiorità numerica. Con l’Empoli sabato è successo tre volte e se non è stato pagato dazio è solo perchè i toscani non sono dei fulmini di guerra. Se poi si entra ancora di più nel dettaglio, il Cagliari ha subito circa la metà delle reti proprio su rapidi capovolgimenti di fronte. Un difetto che la squadra si trascina dallo scorso anno con una differenza: in serie B era talmente superiore alle altre che riusciva a portare il risultato a casa, in A è tutto diverso.

Alibi. Non ce ne sono e sarebbe meglio evitare di nascondersi dietro una classifica che, per ora, sorride alla squadra di Rastelli. Se il Cagliari non si trova nei guai è solo perchè chi sta dietro continua a perdere e il destino del trio formato da Crotone, Pescara e Palermo, a meno di clamorosi cambi di marcia, sembra segnato. Questo, però, non giustifica le tante figuracce fatte finora, le goleade subite e un mal di trasferta certificato dai numeri. A Empoli è stato toccato il fondo. Forse peggio non si può fare. Bisogna rialzarsi tirando fuori gli attributi e correggendo gli errori. L’inversione di tendenza deve essere immediata, in caso contrario la società non guarderà in faccia a nessuno.

R.M.

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