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Uno steward rischia di perdere un dito

Tifo violento, mentre lo stadio passa dai fischi iniziali agli applausi di fine gara

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CAGLIARI. «Vergognatevi tutti, nessuno escluso». L'antipasto, dopo l’accoglienza del pullman rossoblù a suon di fischi, è una scritta nera su sfondo bianco.

Uno striscione lungo quaranta metri, sul muro del settore Distinti, di fronte all'ingresso delle squadre. L'aria è mesta. Cori e fischi lasciano intuire una serata no. Appena la squadra entra in campo si capisce che non sarà festa di Natale: "Mercenari non ne vogliamo" e il super classico "Tirate fuori i c...Vogliamo una vittoria". Poi, tutti ad incitare.

Il resto dello stadio è perplesso e preoccupato. La rivoluzione Rastelliana era attesa. Ma non si pensava potesse essere così incisiva. Un ritmato "Forza Cagliari" prende corpo in tribuna. Ma non basta. La partita è contratta, i tifosi cercano di capire sviluppo e tattica. La tensione è altissima. C'è da stringere i denti. La Curva Nord non smette di incitare. Buon segno. Si va sotto con l'uomo in più, il destino di Rastelli pare complicarsi. Il tifo ha capito. L'intera tribuna, solitamente fredda e distaccata, ha applaudito gli slanci di Farias e Borriello. Altro ottimo segnale. Insomma, varie incognite. Serata che regala, come chiedeva il patron, un buon Natale ai sostenitori. L'unico che non sorride è uno steward: ha raccolto un petardo, che è esploso. Trasportato in ospedale, rischia di perdere un dito. Un pesante salto di qualità in basso, dopo che la scorsa in casa con il Napoli il club aveva dovuto pagare 15mila euro di multa per fumogeni in campo. (m.fr.)

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