Philip e Amy, l’amore a canestro e uno scudetto da conquistare
I due inglesi stanno trascinando il Gruppo Sportivo Disabili Porto Torres verso il tricolore Innamorati della Sardegna, hanno deciso che vogliono vincere tutto: campionato e coppa Italia
PORTO TORRES. Philip Pratt e Amy Conroy: inglesi, coppia, innamorati, tesserati per il Gsd Porto Torres, protagonisti alle Paralimpiadi 2016, giocatori di basket in carrozzina. Amore e sport, binomio realizzato, a volte sfumato nel tempo, ma vero e possibile. Sul campo da tennis, vedi Flavia Pennetta e Fabio Fognini, in piscina, vedi Federica Pellegrini e Filippo Magnini, fra le neve e il green, vedi il golfista Tiger Woods e la sciatrice Lindsey Vonn.
Dallo starsystem sportivo al Golfo dell'Asinara, alla coppia, Pratt-Conroy, che a Porto Torres sta scrivendo la storia del club turritano e del basket in carozzina italiano, coppia giovane e sorridente nella quotidianità, affiatata e determinata sul parquet, forte perché più forte della disabilità.
Un 2016 da incorniciare: Paralimpiadi di Rio e Gsd campione d'inverno.
Philip: «Un anno grandioso, ho giocato le mie prime Paralimpiadi e vincere il bronzo è stato bellissimo. Sono molto felice a Porto Torres, abbiamo vinto tutte le partite e abbiamo ancora ampi margini di miglioramento».
Amy: «Rio è stata una grande esperienza, sono un po' delusa per il quarto posto. La stagione del Gsd è straordinaria, Porto Torres è un posto bellissimo. Amo questa squadra».
Prospettive turritane?
Philip: «Voglio vincere campionato e Coppa Italia, anche in Europa si può andare lontano: siamo forti».
Amy: «Sono d’accordo, penso il Gsd sia la squadra squadra su cui scommettere».
Memorie paralimpiche?
Phil: «La vittoria nella gara valida per il bronzo, l’eliminazione dei campioni del mondo dell’Australia, la mia famiglia al mio fianco. Ma scelgo la gara di Amy contro la Germania nel girone di qualificazione: ha giocato in maniera incredibile e vinto. So quanto lavora, vederla dominare così è stato fantastico per me».
Amy: «Una volta a Rio ho ordinato al Mc Donald’s una scatola da sei Mc nuggets, l’ho aperta e ne ho trovato sette: un gran giorno. Ma anche battere le campionesse uscenti della Germania è stato incredibile. Non abbiamo vinto la medaglia, ma questa squadra in futuro farà qualcosa di speciale. E io ne sarò parte».
Come e quando avete scoperto basket in carrozzina?
Philip: «Dieci anni fa ho partecipato a un evento in cui si potevano provare tutti gli sport: mi sono innamorato del basket».
Amy: «Sono sempre stata una sportiva. Quando ho perso la gamba per un tumore, 9 anni fa, non pensavo che lo sport sarebbe stato un’opzione. Poi ho scoperto la pallacanestro, adoro gli alti ritmi e dell’aggressività di questo gioco».
Il vostro amore nasce sul parquet?
Phil: «Sì. Ho sempre pensato che Amy fosse bellissima e ora sono fortunato per il fatto di poterla chiamare la mia compagna, di squadra e soprattutto nella vita».
Amy: «No. Abbiamo giocato da avversari, Phil mi faceva i canestri in faccia e pensavo che fosse molto fastidioso. Ma ora lo amo con tutto il cuore».
Quanto è difficile fare sport e fare i conti con la disabilità?
Phil: «A livello sportivo non è difficile. gioco in un campionato professionistico e in una grande squadra. Vivere la disabilità non è mai stato duro: sono diventato disabile molto giovane e non ho mai realmente conosciuto una vita senza carrozzina».
Amy: «Avere una sola gamba non è così male. Ho dovuto lavorare tanto per imparare a camminare di nuovo ma ora amo la vita e lo sport mi dà fiducia, dentro e fuori dal campo».
Chi dei due è più forte in campo?
Phil: «Se io fossi una ragazza, Amy mi massacrerebbe».
Amy: «Phil è incredibile, e io sono orgogliosa di lui ogni volta che lo vedo giocare».
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