Brian e Rok le colonne di una Dinamo in crescita
A metà stagione Sacchetti e Stipcevic sono i giocatori con il rendimento più alto Dusko Savanovic paga l’età ma resta un punto di riferimento fondamentale
SASSARI. Sesto posto in classifica a 6 lunghezze dalla seconda piazza, con 8 vittorie e 7 sconfitte. La migliore difesa del campionato, la qualificazione alla Final Eight in tasca ma anche diverse zone d’ombra, come il periodo nero attraversato tra metà novembre e metà dicembre, e le due sole vittorie (con Brescia e Venezia) contro le squadre che occupano i primi 8 posti della classifica. Domani la Dinamo scende in campo a Varese per la prima giornata del girone di ritorno e il giro di boa è il momento opportuno per chiudere le pagelle del primo quadrimestre dei biancoblù.
JOHNSON-ODOM 5. Le cifre, prese da sole, sono notevoli: 14,1 punti, 3,6 assist, il 55,3% da 2 e il 42,6% da 3. Ma l’ex stella di Marquette non dà ritmo alla squadra, si esclissa troppo spesso e tende a rimpinguare il bottino nel garbage time. Non a caso nelle partite in cui ha segnato molto la Dinamo ha quesi sempre perso. Nel complesso una delusione. I rapporti con il coach sono completamente deteriorati e la società sta solo cercando il modo di toglierselo dai piedi.
BELL 6,5. Tesserato ai primi di dicembre per migliorare la situazione in cabina di regia, si dimostra subito un eccellente tiratore (14,2 punti a partita con il 45,7% da 3) e un discreto uomo d’ordine (3,4 assist). Non è egoista, è in netta crescita anche negli equilibri di squadra e può diventare un’arma importantissima.
LACEY 7. Ci si aspettava una point guard in grado di infilare un ventello dopo l’altro. Ci si è trovati di fronte a un giocatore giovane e di grandissimo talento, molto incostante in attacco (solo 7 volte su 15 in doppia cifra, 9,6 punti a partita) ma capace di dare tantissimo in tutte le fasi. Il fatto che sia il giocatore con più minuti in campo (26,2 di media) la dice lunga su quanto Pasquini lo consideri un uomo squadra. Ora ci si attende un cambio di marcia in fase offensiva.
DEVECCHI 7. Dove serve un passo in più lui c’è. Dove serve un tuffo o una difesa coraggiosa lui è in prima fila. Il capitano si conferma una pedina insostituibile. Nonostante abbia già patito due infortuni, resta il perfetto “equilibratore” di quintetti, spendibile con qualsiasi assetto di gioco.
D’ERCOLE 6,5. Sino a metà dicembre praticamente non vede campo. Non si scoraggia, continua a lavorare a testa bassa e appena arriva il suo turno risponde presenta: grande difesa, tanto ordine in fase di regia e la solita manina calda quando c’è da raccogliere uno scarico sull’arco. L’uscita dal tunnel della squadra è passata anche attraverso il suo recupero.
SACCHETTI 7,5. Non si può più neppure dire che giochi fuori ruolo, perché ormai da ala forte se la gioca contro tutti. Cuore e talento, spranga e fioretto, oltre a una faccia di bronzo notevole, sulla soglia dei 31 anni il veterano biancoblù è nella fase di piena maturazione
LYDEKA 6,5. Chiamato per fornire un’alternativa “solida” a quello che doveva essere l’assetto base (cioè “dinamico”, con Olaseni titolare), il centro lituano si è trovato suo malgrado a fare pentole e coperchi. Risolto l’equivoco, dopo l’arrivo di Lawal ha trovato il suo equilibrio. Segna 7 punti a partita e tira giù 5 rimbalzi, ma nelle statistiche il lavoro sporco non compare.
SAVANOVIC 7. Talento sopraffino, a 33 anni è nella fase calante della sua carriera e in certe partite gambe e fiato lo tradiscono. Un avvio di stagione da star, poi ha un brutto calo fisico che costa parecchi punti alla squadra. Pasquini gestisce il suo minutaggio con il bilancino e ultimamente il suo rendimento è da star. Segna 11,3 punti a partita con il 39% da 3 e 3,9 rimbalzi, e oltre a essere un libro aperto è un approdo sicuro in post basso quando il gioco si impantana.
CARTER 4. Un passato da stella in squadre anche di prima fascia, come la Siena dei tempi d’oro. Dovrebbe fare la stella, invece sta piazzato sull’arco ad aspettare tiri aperti (ma tira con il 31%) e quasi mai mette la palla per terra per attaccare il canestro. Solo quattro volte in doppia cifra (7,1 punti per gara) e le ultime tre gare viste dalla tribuna. Delusione assoluta.
STIPCEVIC 7,5. Sulla carta il play croato sarebbe una seconda linea, invece – se le stelle latitano – è sempre in prima fila quando c’è da caricarsi la squadra sulle spalle: con 10,7 punti di media e tanto altro è ormai una pedina insostituibile.
OLASENI 5. Arrivato per essere il centro titolare, dopo alcune buone prove il centro britannico si è squagliato prestissimo: tra problemi di falli, poca intimidazione e assoluta inconsistenza a rimbalzo (4 per gara), ha costretto la società a tornare sul mercato. Altra delusione.
LAWAL 6,5. Acquistato prima della decima giornata da Cantù, si fa subito male e anche dopo il rientro da sempre l’impressione di non essere al top. Sinora ha fatto solo intravvedere le sue potenzialità (12,2 punti e 5 rimbalzi in 17,8 minuti). Se Pasquini riuscirà a gestire il suo caratterino può fare la differenza.
MONALDI 6,5. Gioca pochissimo ma si fa sempre trovare pronto. Un “undicesimo” con i fiocchi, decisamente uno spreco.
EBELING SV. 18 anni freschi freschi, la stellina di domani guarda e impara.
PASQUINI 6,5. Se nelle vesti di Gm quest’anno ha preso qualche granchio (Olaseni, Carter, le combo guard che non si “completano” tra loro), la sua gestione tecnica improntata sul lavoro ha poche lacune. Da settembre a oggi ha limato tantissimi difetti del gruppo, mostrando il coraggio di cambiaree tornare indietro su alcune scelte.
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