«Credo nei miracoli, salverò la Torres»
Il nuovo allenatore Pedro Pablo Pasculli si presenta: «Porto esperienza e positività, la classifica è corta e io ci credo»
SASSARI. «Difficile, ma non impossibile». Parola di Pedro Pablo Pasculli, l'allenatore argentino chiamato a compiere un miracolo sportivo: salvare la Torres da una retrocessione che sembra segnata. Pasculli, da calciatore già protagonista nella serie A italiana con la maglia del Lecce, e campione del mondo nel 1986 con l'Argentina di Maradona, è stato presentato ieri dai dirigenti rossoblù Vittorio Tossi e Antonio Carboni.
Una chiacchierata a tutto campo utile per capire quale potrà essere il ruolo del nuovo tecnico in questa impresa di straordinaria difficoltà. «Si, mi rendo conto - ha detto l’argentino - di avere di fronte un compito improbo. Però nulla è impossibile, soprattutto nel calcio. La Torres sarà pure ultima ma la classifica della serie D è corta, ci sono due o tre squadre in grande difficoltà e credo che vincendo due o tre partite ci si può rimettere subito in gioco. Questa è una squadra che ha bisogno di fiducia e quindi dovrà essere soprattutto motivata». «Ora sono qui - dice ancora Pasculli - per trasmettere la mia esperienza a questi ragazzi. Li dovrò conoscere bene».
Che Torres sarà quella di Pasculli? «Non sono un sergente di ferro - spiega -, ma chiedo il massimo rispetto da parte di tutti e nel gruppo. Credo che il dialogo sia utile per ottenere i migliori risultati. Il modulo che preferisco? Dipende dai giocatori e io devo ancora conoscere i miei. Diciamo che per me la stagione comincerà solo martedì, allora avrò le idee più chiare».
«Spero che il mio arrivo - prosegue il neo mister della Torres - dia una scossa positiva alla squadra. Per noi comincia un altro campionato. Ci aspettano quindici partite e due soste. Dobbiamo essere tutti convinti di potercela fare e remare dalla stessa parte. So anche che potremo contare sull'aiuto importante dei tifosi, ci daranno una mano importante.
Per me è un’ esperienza affascinante - confessa - e sono entusiasta di poterla vivere in questa città e alla guida di questa squadra che merita di non essere in questa situazione. Ho visto qualche partita della Torres e analizzato i risultati. A parte quelle gare che si sono concluse con una imbarcata, la squadra ha sempre tenuto testa alle avversarie. Voglio partire dal convincimento che possiamo crescere e fare bene. Già da San Teodoro mi aspetto cose interessanti, poi cominceremo a dare un senso al nuovo corso».
Un nuovo corso che dovrà portare molte novità nella "rosa".
«Vedremo - dice Pasculli -, parlerò con la società e valuteremo insieme. Una priorità sarà un attaccante perchè nel calcio se non segni diventa dura. Ma vedremo anche gli altri reparti e valuteremo se sarà anche il caso di sfoltire il gruppo».
C'è il tempo per svelare qualche segreto di Pablo Pasculli. «In panchina - confessa - non sono uno tranquillo. Mi agito molto e mi faccio sentire. D'altra parte ho avuto come allenatore Carletto Mazzone e questo spiega molto, anche se cerco sempre di controllarmi. Ho giocato con Maradona e credo sia il massimo per un calciatore, era un grande che decideva le partite da solo. Poi, a Lecce ho visto crescere il giovane Antonio Conte e ho capito subito che sarebbe diventato un grande tecnico. Era un vero leader». E per concludere Pedro Pablo Pasculli fa professione di ottimismo. «Credo che l'impresa salvezza sia possibile e farò di tutto per centrare questo obiettivo. Quando abbiamo vinto il Mondiale con l'Argentina non eravamo favoriti, nessuno credeva nell'impresa. Io di fronte alle sfide difficili mi esalto e cerco di trasmettere questa positività agli altri».
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