Debutto e gol, per tutti è “Robertone”
Il neoacquisto è stato decisivo: «Emozione unica». Geroni: «Più cattivi che belli»
OLBIA. Nello spogliatoio lo chiamano tutti “Robertone”. Lui è entrato convinto, ha fatto a sportellate con i difensori del Pontedera, poi all'87' ha saltato più in alto degli avversari mettendo la palla nell'angolo. Gol vittoria, rimonta completata, esordio perfetto per "Robertone", all'anagrafe Roberto Ogunseye. Professione: nuovo attaccante dell'Olbia. «Dire che sono contento è scontatissimo. Di più, è stata un'emozione fortissima: non potevo sognare debutto migliore, con il gol della vittoria e aiutando i miei nuovi compagni a ottenere una vittoria importante».
Scuola Inter, metà campionato al Prato, l'attaccante di 21 anni nato a Mantova, ma di origini nigeriane, ha fatto subito capire cosa vuol dire avere una punta di peso. Oggi serviva uno come lui, poi il gol appartiene a quelle variabili che a volte regala il destino alle storie di sport. «Credo che questa sia stata una vittoria di testa e cuore, siamo stati capaci di ribaltare una situazione complicata, dimostrando che oltre alle qualità tecniche questo gruppo ha grande carattere - continua Ogunseye -. Non mi aspettavo un esordio del genere, sono entrato all'inizio del secondo tempo cercando di dare una mano alla squadra e ho avuto la fortuna di segnare la rete decisiva». Un bel modo per farsi voler bene dal gruppo. «Mi sono ambientato benissimo, mi hanno accolto alla grande».
Una colonna di questo gruppo è certamente Enrico Geroni, centrocampista tecnico che ha segnato la seconda rete stagionale, riprendendo il gusto per i gol decisivi. «Gol importante per i tre punti contro una squadra che lotta nelle zone calde della classifica e che è arrivata qui col coltello tra i denti - spiega Geroni -. Ci vogliono attributi per vincere queste partite, su un campo pesante che penalizzava i giocatori più tecnici». Compreso lui stesso, che nel secondo tempo ha preso le misure. «Credo abbiamo dimostrato maggior concretezza rispetto al passato, in un campo come questo si doveva essere forse meno belli ma più cattivi». Poi due gol di testa. Il segreto? «Abbiamo preparato i calci piazzati in settimana col nostro allenatore in seconda, sapevamo che il Pontedera poteva soffrire queste situazioni di gioco». Detto, fatto. (g.d.m)
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