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La Lega si affida a due supermanager

La maggioranza delle società pronta a votare una riforma storica

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MILANO. Un presidente di rappresentanza e garanzia affiancato da due figure esecutive, un direttore generale responsabile della parte sportiva e un nuovo manager, probabilmente con il ruolo di amministratore delegato, alla guida del settore commerciale: la Lega Serie A valuta seriamente la possibilità di cambiare la propria governance, per incrementare i ricavi e rendere più snello l'iter decisionale, finora spesso rallentato dalle dinamiche dell'assemblea. L'idea è quella di provare a modificare lo statuto prima del rinnovo delle cariche, in programma entro l'inizio di marzo. Da anni si parla di una riforma in questo senso e ora i tempi potrebbero essere maturi. Per affrontare il tema dovrebbe riunirsi un'assemblea informale dei venti club, da sempre divisi in due anime, una più innovatrice, l'altra conservatrice.

Attualmente nella governance della Lega Serie A è sovrana l'assemblea. Secondo quanto filtra, ora è in maggioranza il gruppo di società che vogliono cambiare lo statuto per avere una gestione manageriale della Lega, rispetto ai presidenti riluttanti («I manager siamo noi e la gestiamo noi» è in sostanza la loro tesi). Ma più volte in passato le maggioranze si sono dissolte al momento della conta dei voti, ed è diffusa l'idea che per una svolta simile serva una larga condivisione. Se dovesse passare la riforma, sono comunque alte le chance che l'assemblea elettiva confermi Maurizio Beretta alla presidenza. Anche Marco Brunelli dovrebbe essere confermato come direttore generale, responsabile della parte sportiva.

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