Coppa Davis, Lorenzi si arrende al quinto
Prima l’interruzione per il maltempo, poi un match interminabile con l’argentino Berlocq. Oggi in campo Pella-Fognini
ROMA. Una sfida infinita, questa del primo turno di Coppa Davis 2017 con scambi lunghissimi e game che si sono risolti agli eterni vantaggi. Alla fine l’Italia non ce l’ha fatta e Paolo Lorenzi si è dovuto arrendere all’argentino Carlos Berlocq. Ma il match si è protratto sino al quinto set, e si è risolto con un sudatissimo 6-4, con Lorenzi che ha rischiato di agguantare l’avversario sul 5-5.
A Buenos Aires, dopo due giorni di grande caldo, è arrivato vento forte e, soprattutto, pioggia. Cosa che ha costretto Paolo Lorenzi e Carlos Berlocq a giocare a sprazzi, rovinando la prestazione dell’italiano, non a suo agio su un campo diventato sempre più pesante con il passare del tempo. Eppure il senese ci ha provato, portando a casa il primo set (6-4). Ma Berlocq ha saputo cambiare il suo gioco costringendo l’azzurro sulla difensiva che, comunque, non ha mollato e trascinato il match al quinto set. Ma, perduto il servizio, non è più riuscito a contenere l’argentino che ha dunque pareggiato i conti della sfida: 2-2. Non c’era più tempo per un altro match, così Pella-Fognini, che deciderà l’esito di Argentina-Italia, si giocherà oggi alle 15 (diretta su Supertennis). Nessuno se l’aspettava più, dopo il facile venerdì, ma Fognini resta il favorito della sfida.
L’avversario, l’Argentina, era già ostico sportivamente di suo. Il pubblico, come facilmente immaginabile, bello caldo. Ma, come non bastasse, ci si è messo anche il meteo, a complicare la vita all’Italia di Coppa Davis.
A Buenos Aires, dopo due giorni di grande caldo, è cambiato completamente il quadro atmosferico: vento forte e, soprattutto, pioggia per buona parte della giornata che ha costretto i protagonisti della sfida a restare negli spogliatoi più tempo del dovuto.
In particolare Paolo Lorenzi e Carlos Berlocq, i primi a dover scendere in campo, che hanno dovuto fare un andirivieni tra campo e la ‘locker room’ per via della pioggia.
Così l’eroe della giornata - in realtà dell’intero week-end – è stato senza alcun dubbio Steve Darcis, il belga che ha trascinato la sua squadra a una vittoria impensabile alla vigilia, in Germania, contro la Germania dei fratelli Zverev. E invece all’Arena di Francoforte è accaduto quello che soltanto in questo torneo a squadre accade: che il numero 58 del mondo superasse venerdì il numero 29 in classifica (Kohlschreiber), e nel match decisivo – niente di meno che la promessa del tennis mondiale, quell’Alexander Zverev, attualmente numero 22 ma da tutti indicato come futuro numero uno del mondo. Non va dimenticato anche che il miracolo sportivo era stato completato dalla coppia Bemelmans/De Loore, che hanno ottenuto il punto del doppio sabato, contro i due fratelloni.
Darcis compirà 33 anni il prossimo mese e, nella vita tennistica, era salito alla ribalta solo una volta, nel 2013 a Wimbledon, quando ottenne lo scalpo di un signore quale Rafael Nadal addirittura al primo turno. Ma da quel giorno non ci sono stati altri exploit, ma una dignitosa, tranquilla anonima carriera agonistica. Fino a ieri, il week-end della vita: è a Francoforte che Darcis ha vissuto probabilmente l’apice del suo livello, giocando spensierato e senza pressione.
Ma non c’è stato solo Belgio, comunque: se l’Australia (4-1 alla Repubblica Ceca senza Berdych), la Francia (4-1 in trasferta al Giappone privo di Nishikori), gli Stati Uniti (5-0 alla Svizzera degli assenti Federer e Wawrinka) e la Serbia (4-0 alla Russia: c’era Djokovic) hanno guadagnato i quarti di finale senza alcun patema, va raccontata la sfida tra Croazia e Spagna, caratterizzata da tanti assenti: Cilic e Karlovic da una parte, Nadal e Ferrer dall’altra.
Si giocava a Osijek ed è finita male, di nuovo, per i padroni di casa. Come nella finale dell’anno scorso i croati si sono illusi e poi sono stati rimontati.
Intanto gli appassionati pregustano una bella sfida tra Djokovic e Nadal: l’accoppiamento del tabellone vede – per gli spagnoli – un’altra sfida slava.
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