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Il Caso/Razzismo ad Avezzano

Medda: «Pecorari? Per noi è un orgoglio»

Medda: «Pecorari? Per noi è un orgoglio»

SAN TEODORO. Deluso per la vittoria sfumata nell’ultimo quarto d’ora di gara? Nemmeno per sogno. Stefano Medda ne ha viste troppe per non accettare il verdetto del campo. L’amarezza dell’ex difensore...

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SAN TEODORO. Deluso per la vittoria sfumata nell’ultimo quarto d’ora di gara? Nemmeno per sogno. Stefano Medda ne ha viste troppe per non accettare il verdetto del campo. L’amarezza dell’ex difensore della Torres e della Nuorese, a attuale vice allenatore del Sant Teodoro, ha motivazioni ben più profonde. Domenica il pubblico di Avezzano - non più di trecento persone – ha rispolverato un campionario di insulti e luoghi comuni che sembravano definitivamente archiviati nella cartella delle “imbecillità da stadio”. Insulti alla squadra teodorina e, più in generale, all’isola. Frasi fatte (pastori, pecorari e altre amenità del genere) che Medda non è proprio riuscito a mandare giù. Così sul suo profilo facebook l’allenatore ha risposto ai supporter dell’Avezzano: «Di rientro da una terra che conosco bene (Medda ha vinto un campionato in Abruzzo) volevo ricordare ai tanti tifosi ignoranti presenti allo stadio dei Marsi che per noi sardi essere chiamati pastori e pecorari non è affatto un’offesa anzi è un motivo di orgoglio. Perdipiù - continua il mister del San Tedodoro – vi ricordo che i pastori sardi sono stati i primi, dopo il terremoto della scorsa estate a inviarvi fieno e ovini per far ripartire al vostra pastorizia. Onore e rispetto ai pastori sardi».

Il post è stato immediatamente condiviso, da tifosi e non, anche in Abruzzo.

Da segnalare che ieri, sempre in serie D, c’è stata un’altra sfida tra squadre sarde e abruzzesi. Al Vanni Sanna di Sassari ha giocato L’Aquila che è stata seguita da una ventina di tifosi. Ci sono stati stati cori, applausi e fischi, ma nessuna offesa nè, tantomeno, riferimenti a sfondo razziale. Diverso stile, diverso pubblico.

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