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La Procura chiede sei mesi di squalifica per Fabio Pisacane

La Procura chiede sei mesi di squalifica per Fabio Pisacane

ROMA. Sei mesi di squalifica per presunta omessa denuncia e 30 mila euro di ammenda. Questa la richiesta formulata dalla Procura della Figc sul caso scommesse che vede coinvolto il difensore del...

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ROMA. Sei mesi di squalifica per presunta omessa denuncia e 30 mila euro di ammenda. Questa la richiesta formulata dalla Procura della Figc sul caso scommesse che vede coinvolto il difensore del Cagliari Fabio Pisacane. L’udienza di ieri del processo sportivo incentrata sulla combine delle partite Modena-Avellino del 17 maggio 2014 e Avellino-Reggina del 25 maggio dello stesso anno, in una seconda fase è stata annullata per un vizio di forma sulla tempistica delle memorie difensive ed è stata aggiornata al 7 aprile. La Procura dovrà riformulare le richieste di condanna e saranno le stesse fatte ieri.

Il racconto di Antonio Accurso, membro del clan Nuova Vanella Grossi, da il via a questa nuova saga su come combinare delle partite di serie B dell’Avellino. Dalla sua deposizione spunta il nome di Fabio Pisacane. Era il 2014, due anni dopo esser stato ricevuto da Blatter e premiato come esempio di lealtà nel mondo dello sport, Fabio Pisacane, secondo chi lo accusa, si sarebbe seduto al tavolo con i boss discutendo di come alterare alcune partite dell’Avellino.

Fabio Pisacane ha sempre sostenuto di essere innocente e quando è stato tirato in ballo in questa vicende le sue dichiarazioni sono state chiarissime, non ha mai avuto tentennamenti, La mia storia parla per me - ha spiegato qualche mese fa -, ho già rifiutato e denunciato un tentativo di combine, quando ero più giovane, più povero, più debole. Se qualcuno avesse puntato me per aggiustare una partita, sarebbe stato un folle». La Procura chiederà la squalifica, lui si augura di essere assolto.

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