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Una tavola e tanto coraggio per domare l’onda perfetta

Una tavola e tanto coraggio per domare l’onda perfetta

Francisco Porcella sfida una montagna d’acqua di 10 metri in Portogallo «È stata una surfata emozionante e già non vedo l’ora di poterla migliorare»

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CAGLIARI. In giro per il mondo a caccia dell'onda più grande. E finora ci è riuscito Francisco Porcella, tra gli atleti di surf più forti del mondo, che a Nazarè, in Portogallo, approfittando di una delle mareggiate più imponenti della storia, ha cavalcato una montagna d’acqua alta quasi trenta metri, come una palazzo di dieci piani: «Una surfata, quella del Portogallo, difficile da dimenticare - dice Francisco, 30 anni, padre cagliaritano e madre newyorkese, che ha iniziato a prendere confidenza con le onde oceaniche a Maui, nell'arcipelago delle Hawaii, dove si è trasferito all'età di 13 anni con la famiglia –. E’ stata un'emozione grandissima. L'adrenalina era a mille, soprattutto quando mi sono accorto che l'onda cresceva dietro di me a vista d'occhio. Mi dovevo sbrigare e prendere una linea giusta perché era una montagna d'acqua che continuava a formare un muro non facile da cavalcare. E' andata benissimo, ce l'ho fatta a conquistare il primato di giornata della manifestazione di Nazarè, dove c'erano quasi tutti i big della disciplina».

Francisco si sta godendo qualche giorno di vacanza A Cagliari ma haa la valigia pronta in attesa di una qualche mareggiata che valga la pena di affrontare. L’ultima mega onda non l'ha incontrata nel Pacifico ma in Europa, nella costa del Portogallo, nella baia di Nazarè, pittoresco villaggio dei pescatori diventato meta turistica perché lì si sviluppano cavalloni giganteschi per effetto di un canyon sottomarino profondo 5000 metri e lungo 230 chilometri che permette all'acqua di caricarsi prima di raggiungere i bassi fondali. Un exploit, quello di Francisco Porcella, che gli ha consentito di guadagnarsi diverse nomination per l'Xxl Big Wave Awards, che la World Surf League consegnerà a Los Angeles a fine aprile: «Sono felice di aver raggiunto questo risultato – afferma il surfer sardo-hawaiano – e soprattutto di poter rappresentare nel mondo la Sardegna in questa prestigiosa manifestazione. Ma in attesa dell''Xxl Awards continuerò ad inseguire le onde, quelle più grandi. Noi viviamo sempre in attesa di una chiamata. Solo se la perturbazione è abbastanza grande ci mettiamo in movimento. Il semaforo verde puù scattare ovunque: in Cile, Perù o Messico, o per la tappa della coppa del mondo, la Big wave».

Francisco, fratello maggiore di Niccolò (anche lui atleta di sport estremi acquatici e acrobatici, che lo scorso anno ha ricevuto due nomination per la biggest wipe-out, la caduta più spettacolare dall'onda, rimediata a Teahupoo, in Polinesia) è pronto a dare battaglia col suo tatuaggio sul braccio che raffigura un pesce volante con un'ala che rappresenta la bandiera hawaiana e l'altra la bandiera sarda dei quattro mori: «La Sardegna ce l'ho sempre nel cuore – conclude il waterman sardo – : sono orgoglioso di essere al 50% sardo perché è una cosa che mi contraddistinguerà tutta la vita e che ha avuto un grande valore nella mia crescita e nelle mie amicizie. A parte il fatto che abbiamo bellissime onde anche nella mia isola da Chia a Gununeddu, a Capo Mannu e al Nord Sardegna». Sergio Casano

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