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Muhammad Alì e l’arbitro battono Manuel Cappai

Italia Thunder sul ring 24 ore dopo aver vissuto in diretta l’attentato di Londra il peso mosca quartese aveva anche mandato al tappeto l’avversario

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SASSARI. Ancora sotto shock, neanche 24 ore dopo essere stati testimoni diretti dell’attacco terrostitico che mercoledì pomeriggio ha causato cinque morti a Westminster, ieri sera l’Italia Thunder di pugilato è salita sul ring della York Hall di Londra per affrontare i British Lionhearts nella quarta giornata delle World Series of boxing.

Il confronto è stato a lungo in forse. Gli azzurri avevano vissuto da pochi passi di distanza l’accoltellamento del poliziotto e l’uccisione del terrorista, sono stati protetti all’interno del Parlamento fino a tardi e soltanto in serata erano riusciti a tornare in albergo. I pugili italiani, fra i quali l’olimpionico quartese Manuel Cappai, hanno tranquillizzato familiari e amici attraverso i sociale network, e hanno raccontato la loro esperienza, confermando che non sapevano se sarebbero o meno saliti sul ring. La decisione ieri mattina, voluta da entrambi i team. Gli azzurri non si sono tirati indietro, e il primo a combattere aprendo il confronto (dopo un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato) nella categoria 52 kg è stato proprio il mosca Cappai (52.4 kg), contro l’inglese Muhammad Alì (51,9), 20 anni.

Un match avvincente per tutte e cinque le riprese, condotto con autorità dal sardo che in avvio della seconda ripresa ha anche mandato al tappeto l’inglese con un gancio sinistro d’incontro.

Alì dalla sua ci ha messo un maggiore quantità di colpi, mentre Cappai ha sempre colpito pulito mostrando una superiore tecnica ma è stato penalizzato per tutto il match dall’arbitraggio, palesemente casalingo anche nel verdetto finale che ha premiato con un giudizio unanime il pugile padrone di casa.

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