LA POlemica
Sgarbi e gomitate? Tra Chris e Fabio è già tutto chiarito
CHAMBERY. Il giorno della tappa più dura è anche quello delle polemiche, che ieri hanno coinvolto il numero uno e il numero due del Tour 2017: Chris Froome e Fabio Aru.Il campione d’Italia è stato...
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CHAMBERY. Il giorno della tappa più dura è anche quello delle polemiche, che ieri hanno coinvolto il numero uno e il numero due del Tour 2017: Chris Froome e Fabio Aru.
Il campione d’Italia è stato accusato di scarsa sportività quando ha attaccato sul Mont du Chat approfittando di un guasto meccanico del campionissimo inglese. Dal suo canto, Froome è stato accusato di esserci andato giù duro con il gomito, per ripicca nei confronti del Cavaliere dei Quattro Mori. Che al termine della corsa si è affrettato a smentire dissidi o dissapori di alcun genere, sia per il primo che per il secondo episodio. «Non appena ho sentito via radio che Froome aveva un problema meccanico e stava perdendo secondi ho rallentato – le parole di Aru, accusato di mancanza di fair-play per quello scattino in salita proprio mentre l’inglese accusava un problema –. C’era tanta gente a bordo strada, mi sono fermato subito e lo abbiamo aspettato».
Lo 'sgarbo’ però non sarebbe stato gradito dalla maglia gialla, che è rientrata grazie a Henao, Nieve e Landa, e poi ha rifilato una spallata ad Aru che ha rischiato di finire giùin una scarpata. Anche in questo caso lo scalatore di Villacidro chiarisce l’accaduto, sempre con il sorriso. «Non c’è stato niente di volontario – precisa il leader dell’Astana –. Froome stava per cadere per colpa di un tifoso e ha allargato il gomito per non perdere l’equilibrio, toccandomi. Ma non c’è stato proprio niente di intenzionale. Subito dopo ne abbiamo parlato, ci siamo chiariti immediatamente. Sono cose che capitano».
Il campione d’Italia è stato accusato di scarsa sportività quando ha attaccato sul Mont du Chat approfittando di un guasto meccanico del campionissimo inglese. Dal suo canto, Froome è stato accusato di esserci andato giù duro con il gomito, per ripicca nei confronti del Cavaliere dei Quattro Mori. Che al termine della corsa si è affrettato a smentire dissidi o dissapori di alcun genere, sia per il primo che per il secondo episodio. «Non appena ho sentito via radio che Froome aveva un problema meccanico e stava perdendo secondi ho rallentato – le parole di Aru, accusato di mancanza di fair-play per quello scattino in salita proprio mentre l’inglese accusava un problema –. C’era tanta gente a bordo strada, mi sono fermato subito e lo abbiamo aspettato».
Lo 'sgarbo’ però non sarebbe stato gradito dalla maglia gialla, che è rientrata grazie a Henao, Nieve e Landa, e poi ha rifilato una spallata ad Aru che ha rischiato di finire giùin una scarpata. Anche in questo caso lo scalatore di Villacidro chiarisce l’accaduto, sempre con il sorriso. «Non c’è stato niente di volontario – precisa il leader dell’Astana –. Froome stava per cadere per colpa di un tifoso e ha allargato il gomito per non perdere l’equilibrio, toccandomi. Ma non c’è stato proprio niente di intenzionale. Subito dopo ne abbiamo parlato, ci siamo chiariti immediatamente. Sono cose che capitano».
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