Il Laser di Barabino è un raggio iridato
di Sergio Casano
L’olbiese dopo quello europeo si è aggiudicato in Belgio il mondiale Under 16 ed è arrivato terzo nella classifica assoluta
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CAGLIARI. «Sono molto contento di aver raggiunto un nuovo obiettivo».Cesare Barabino concede il bis. Dopo il titolo europeo conquistato poco di più di tre mesi fa nelle acque spagnole di Los Alcanzars, nel mare di Murcia, il giovanissimo velista gallurese ha vinto anche il campionato mondiale Laser Under 16 nella classe 4".7" ( la deriva riservata ai giovanissimi), che si è disputato nelle acque di Nieuwpoort, in Belgio.
Una grande prestazione, quella del 15enne timoniere dello Yacht Club Cagliari, che ha chiuso al terzo posto della classifica generale assoluta, conquistando il bronzo nella "overall", nella scia del francese Sofiane Karim e del turco Yilkan Timursah, nuovo campione mondiale della deriva più diffusa nel mondo.
Un grande risultato, quello messo a segno a Nieuwpoort, che sta tuttavia stretto a Cesare Barabino, il quale avrebbe potuto conquistare anche il mondiale "overall", visto che fin dalla prime prove era al comando della "gold fleet", la regata valida per il titolo che ha qualificato 60 equipaggi sui 236 in gara: «Purtroppo, in una delle prove della "gold fleet" ho commesso un errore - spiega il baby velista olbiese - , non ho girato al meglio la boa perché non ho calcolato la corrente. Quest'errore mi ha penalizzato parecchio in classifica, facendomi perdere il vantaggio accumulato nelle prime prove. Il mio obiettivo era comunque vincere il mondiale Under 16, visto che il livello era davvero alto».
Era alla portata, il titolo assoluto per Cesare Barabino che, dopo l'exploit all'Europeo sognava di mettere in fila tutti i concorrenti più grandi di lui. E dire che c'era quasi riuscito, visto che nelle quattro prove della "gold fleet" aveva calato il tris, conquistando tre primi e un settimo posto.
Ma è giovanissimo, Cesare, figlio d'arte (il padre Marco, con a prua il fratello Antonio, regatava negli anni '90 in campo nazionale e internazionale con il catamarano olimpico della classe Tornado), e ha davanti tutto il tempo per vincere anche il titolo assoluto.
Così come il 15enne Matteo Paulon, che ha composto la pattuglia gallurese che ha partecipato al Mondiale Laser "4.7" insieme a Marco Stangoni e Andrea Crisi, tutti del team portacolori dello Yacht Club Cannigione.
Anche Paulon è stato protagonista: ha sfiorato la top ten, chiudendo il campionato mondiale all'undicesimo posto. Un risultato straordinario per il timoniere gallurese che, dopo il terzo posto conquistato nella quarta prova della gold fleet, ha vinto la penultima regata della competizione.
Sfortunata invece la prestazione di Andrea Crisi (quarto, nell'ultima prova), che ha concluso il Mondiale in 21ma posizione, senz'altro un risultato al di sotto delle sue possibilità. Nel finale, il suo compagno di circolo Marco Stangoni ha regatato nella "bronze race", dove si è classificato 19°, cogliendo tra l'altro qualche interessante parziale, come un sesto e un quarto posto. Un risultato di buon auspicio per il timoniere dello Yacht Club Cannigione, all'esordio in un campionato del mondo.
Una grande prestazione, quella del 15enne timoniere dello Yacht Club Cagliari, che ha chiuso al terzo posto della classifica generale assoluta, conquistando il bronzo nella "overall", nella scia del francese Sofiane Karim e del turco Yilkan Timursah, nuovo campione mondiale della deriva più diffusa nel mondo.
Un grande risultato, quello messo a segno a Nieuwpoort, che sta tuttavia stretto a Cesare Barabino, il quale avrebbe potuto conquistare anche il mondiale "overall", visto che fin dalla prime prove era al comando della "gold fleet", la regata valida per il titolo che ha qualificato 60 equipaggi sui 236 in gara: «Purtroppo, in una delle prove della "gold fleet" ho commesso un errore - spiega il baby velista olbiese - , non ho girato al meglio la boa perché non ho calcolato la corrente. Quest'errore mi ha penalizzato parecchio in classifica, facendomi perdere il vantaggio accumulato nelle prime prove. Il mio obiettivo era comunque vincere il mondiale Under 16, visto che il livello era davvero alto».
Era alla portata, il titolo assoluto per Cesare Barabino che, dopo l'exploit all'Europeo sognava di mettere in fila tutti i concorrenti più grandi di lui. E dire che c'era quasi riuscito, visto che nelle quattro prove della "gold fleet" aveva calato il tris, conquistando tre primi e un settimo posto.
Ma è giovanissimo, Cesare, figlio d'arte (il padre Marco, con a prua il fratello Antonio, regatava negli anni '90 in campo nazionale e internazionale con il catamarano olimpico della classe Tornado), e ha davanti tutto il tempo per vincere anche il titolo assoluto.
Così come il 15enne Matteo Paulon, che ha composto la pattuglia gallurese che ha partecipato al Mondiale Laser "4.7" insieme a Marco Stangoni e Andrea Crisi, tutti del team portacolori dello Yacht Club Cannigione.
Anche Paulon è stato protagonista: ha sfiorato la top ten, chiudendo il campionato mondiale all'undicesimo posto. Un risultato straordinario per il timoniere gallurese che, dopo il terzo posto conquistato nella quarta prova della gold fleet, ha vinto la penultima regata della competizione.
Sfortunata invece la prestazione di Andrea Crisi (quarto, nell'ultima prova), che ha concluso il Mondiale in 21ma posizione, senz'altro un risultato al di sotto delle sue possibilità. Nel finale, il suo compagno di circolo Marco Stangoni ha regatato nella "bronze race", dove si è classificato 19°, cogliendo tra l'altro qualche interessante parziale, come un sesto e un quarto posto. Un risultato di buon auspicio per il timoniere dello Yacht Club Cannigione, all'esordio in un campionato del mondo.
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