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Barella, leader in campo e papà premuroso

dall’inviato
Barella, leader in campo e papà premuroso

I sogni del gioiello di Giulini: «Segnare un gol nel nuovo stadio e centrare la salvezza senza soffrire»

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ARITZO. Ha solo vent'anni ma sta in campo col piglio del leader. Nicolò Barella è profeta in patria. Cagliaritano doc, è il "gioiello"più prezioso della cassaforte rossoblù.La società e l'allenatore lo coccolano, i tifosi stravedono per lui, ma anche le big del calcio italiano ed europeo hanno il suo nome scritto sul taccuino dei loro operatori di mercato. «Per me è un onore indossare la maglia della squadra della mia città - spiega il centrocampista -.In questo momento mi interessa solo pensare a fare meglio dello scorso anno, ripagando la fiducia che sento nei miei confronti da parte di tutti a cominciare dalla società e dal mister». Barella è il perno centrale del progetto che il presidente Tommaso Giulini ha messo in piedi. «Mi fa piacere essere considerato importante - sottolinea con un pizzico di orgoglio -, però se si pensa che questo fa crescere le mie responsabilità si va nella direzione sbagliata. Siamo tutti uguali, ognuno deve fare la sua parte. So bene che da noi sardi i tifosi pretendono qualcosa di più, vedrò di accontentarli».

Barella, così giovane ma già leader. «Lo siamo tutti - risponde -. Io in campo sono determinato, anche cattivo se serve. E' mio dovere dare tutto per chi ci segue, per la società e per la squadra, che viene prima degli obiettivi personali». Massimo Rastelli ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita di Barella. Lo ha lanciato in serie A a piccole dosi fino a farlo diventare una pedina quasi insostituibile dello scacchiere. Centrocampista esterno o centrale? Per ora il primo è il suo ruolo, anche se Rastelli è convinto che possa fare bene anche davanti alla difesa. «Mi piace avere la palla sui piedi, giocarla, fare inserimenti e nella posizione in cui gioco adesso posso fare tutte queste cose. Sto bene, ho una grande carica e credo che in campo si veda».

Il Cagliari ha respinto tante offerte. Se avesse messo sul mercato Nicolò ci sarebbe stata la fila per acquistarlo. «Mai, nemmeno per un secondo mi ha sfiorato l'idea di andarmene - ribadisce Barella -. Ho sentito delle voci ma tali le ho considerate. Il mio percorso di maturazione deve andare avanti qui. Il futuro è da scrivere». Da poco è diventato papà, eventi che cambiano la vita. «Sì - scherza -, ho davvero dormito poco ultimamente. Desideravo un figlio da giovane ed ho coronato il sogno. Adesso mi auguro che i miei sogni calcistici si realizzino».

Quali sono? «Quelli più immediati la salvezza tranquilla del Cagliari e un mio gol alla Sardegna Arena. Gli altri? li tengo nell mio cuore, non è il momento di svelarli».Barella chiude parlando del nuovo arrivato Romagna, suo compagno di squadra nella Nazionale under 20 nel Mondiale in Corea. «Peccato per l'infortunio, mi è dispiaciuto non vivere sino in fondo quell'esperienza. Quando ho letto che Filippo poteva venire da noi l'ho chiamato e abbiamo chiacchierato. Siamo amici, ci conosciamo da sette anni, vedrete che ci darà una grande mano. Lui, in prospettiva, è un calciatore di grande spessore».

R.M.

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