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A Tempio riparte la protesta dei tifosi

Città tappezzata di manifesti contro la società: «Pallotta vattene»

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TEMPIO. Si fa sempre più confusa la situazione societaria della Sef Tempio. Ieri sono scesi in campo i tifosi del club gallurese che hanno spiegato la loro posizione con un durissimo comunicato, affisso sulle mura della città, nei negozi e negli esercizi commerciali. I Tifosi del Tempio prendono di mira: «il finto presidente Marco Pallotta, non residente in città e gli altri colpevoli di quanto sta accadendo alla Sef. Adesso – si legge nel comunicato – entriamo di scena noi che a lungo abbiamo tenuto un profilo basso e discreto di dissenso, manifestato però sempre con educazione e senza mai creare tensioni in un ambiente già fragile e privo di tranquillità».

«Lo abbiamo fatto – scrivono ancora i tifosi azzurri – nonostante ci abbiano costretti ad assistere alle peggiori bassezze che hanno portato la Sef Tempio ad un punto di non ritorno. Abbiamo subito la stagione più infame degli oltre settant’anni di storia della nostra società, abbiamo subito l’onta di essere la società economicamente meno affidabile nell’intero panorama calcistico isolano e la vergogna di comunicati stampa tragicomici che hanno fatto il giro dello Stivale». Il comunicato che esprime il malumore dei tifosi e la preoccupazione per il futuro della società azzurra, con parole molto forti, sempre nei confronti del presidente (che ha ritirato le dimissioni, presentate nel marzo scorso in Lega) e prosegue ribadendo che «la Sef Tempio, nonostante questo disastro annunciato, potrà contare ancora su un buon numero di persone innamorate della maglia e legate alla sua storia. Adulti, ragazzi, anziani, ultras e semplici appassionati».

Alla fine un chiaro invito ad andarsene al gruppo dirigente. «Dovete consegnare la società al Comune e levarvi una volta per tutte di torno. Ricordatevi bene che il Tempio è della città non vostro. Siamo pronti a dare battaglia e a mettere in piazza i vostri nomi». Ieri a tarda sera la tensione si era alzata ulteriormente. Secondo fonti ufficiose, infatti, alla scadenza del termine non sarebbe stata presentata in Lega alcuna dichiarazione di disponibilità del campo sportivo da parte del Comune.

(a.m.)



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