Pallamano, tre formazioni sarde in A2
Hac Nuoro e le sassaresi Sardegna Team e Lions ai nastri di partenza il 14 ottobre
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SASSARI. Le squadre sarde della A2 femminile di pallamano giocheranno in un vero girone nazionale. Lo ha deciso il Consiglio federale della Figh riunitosi a Roma. Le tre formazioni isolane sono la retrocessa Hac Nuoro e le sassaresi Sardegna Team e Lions, quest’ultima nuova iscritta. Ha invece rinunciato la Sassari 1976.
Giocheranno in un girone A a sette che comprende anche tre lombarde (Crenna, Leno, Ferrarin) e la piemontese Cum Petere Valpellice. Il girone, al via il 14 ottobre, avrà la particolarità delle sole partite di andata e ritorno senza fase a orologio, con la concessione a favore delle squadre peninsulari di un contributo diretto per l’effettuazione delle trasferte in Sardegna, anche in considerazione del fatto - spiega la Figh - che tali trasferte spetteranno, in più di un caso, alle stesse società che dovranno raggiungere l’isola nella serie A2 maschile.
Ma ciò che conta è che sia finito, guarda caso con l’avvento della nuova presidenza federale di Loria che ha dato chiare indicazioni in proposito, il periodo di “apartheid” dell’handball femminile isolano: le due formazioni iscritte negli ultimi anni erano costrette a un umiliante confronto tra loro stesse, ripetuto infinite volte. Ora finalmente la Sardegna torna a viaggiare e a confrontarsi con l’esterno come compete a chi prende parte a una serie nazionale.
La stagione della serie A2 femminile evolverà in una Final Eight per due posti in A1, alla quale prenderanno parte le vincenti dei cinque gironi e le tre seconde classificate dei gironi B, C e D, ovvero quelli che prevederanno la disputa del maggior numero di partite.
Nella serie A1 mancherà per la prima volta da moltissimi anni una squadra sarda. (a.palm.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Giocheranno in un girone A a sette che comprende anche tre lombarde (Crenna, Leno, Ferrarin) e la piemontese Cum Petere Valpellice. Il girone, al via il 14 ottobre, avrà la particolarità delle sole partite di andata e ritorno senza fase a orologio, con la concessione a favore delle squadre peninsulari di un contributo diretto per l’effettuazione delle trasferte in Sardegna, anche in considerazione del fatto - spiega la Figh - che tali trasferte spetteranno, in più di un caso, alle stesse società che dovranno raggiungere l’isola nella serie A2 maschile.
Ma ciò che conta è che sia finito, guarda caso con l’avvento della nuova presidenza federale di Loria che ha dato chiare indicazioni in proposito, il periodo di “apartheid” dell’handball femminile isolano: le due formazioni iscritte negli ultimi anni erano costrette a un umiliante confronto tra loro stesse, ripetuto infinite volte. Ora finalmente la Sardegna torna a viaggiare e a confrontarsi con l’esterno come compete a chi prende parte a una serie nazionale.
La stagione della serie A2 femminile evolverà in una Final Eight per due posti in A1, alla quale prenderanno parte le vincenti dei cinque gironi e le tre seconde classificate dei gironi B, C e D, ovvero quelli che prevederanno la disputa del maggior numero di partite.
Nella serie A1 mancherà per la prima volta da moltissimi anni una squadra sarda. (a.palm.)
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