i rossoblù
«Peccato, gara decisa da due episodi»
La delusione di Pisacane e Barella: Juve grande squadra però...
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TORINO. «Abbiamo lottato sino alla fine». Fabio Pisacane non si dà pace. Perdere all'Allianz Stadium con chi ha sul petto sei scudetti di fila ed è vice campione d'Europa, ci sta. Ma il rimpianto in casa Cagliari è forte. Il centrale, tra i migliori in campo anche ieri, la racconta così: «Perdere dopo aver giocato una buona gara dispiace ancora di più. La Juventus ha avuto tre occasioni e le ha capitalizzate».
Parole amare. Sintesi di un Cagliari messo bene, propositivo ma in difficoltà nel finalizzare. «Il rammarico c'è ma è inutile piangersi addosso. Ora, pensiamo al Milan». Pisacane rimette in fila i pezzi: «Abbiamo preparato la partita nel modo migliore. Per gran parte abbiamo fatto quello che ci eravamo prefissati. La differenza l'ha fatta la classe dei giocatori della Juventus». Budget, ambizioni, campioni. La storia del calcio è quasi sempre tutta qui. «Peccato soprattutto per il raddoppio di Dybala, mancava poco alla fine del tempo, avremmo potuto rimanere in partita e giocarci tutto nella ripresa». Il difensore non molla: «Vogliamo migliorare quanto di buono fatto lo scorso anno. Lo merita la società e i nostri tifosi. Vestiamo la maglia di un grande club, vogliamo fare sempre ancora meglio».
Ma quando si sbaglia, specie con le grandi, poi si subisce. Vale in Champions e in cortile. Il Cagliari mette un'altra perlina nella collana del rammarico. La squadra, com'è ovvio, accusa il colpo. «Gli episodi hanno pesato. Siamo passati dal possibile 1-1 allo 0-2 in un attimo» attacca Nicolò Barella. La mezzala taglia corto: «La Juventus ha saputo sfruttare le occasioni, è una grande squadra, le basta poco per concretizzare. Ma per la partita che abbiamo fatto il risultato è troppo pesante. Ci dispiace, per noi e per i nostri tifosi». Prima d'andata, i campioni d'Italia nella loro tana, il Var, un rigore sbagliato. Ma siamo al primo alito di un torneo che si annuncia lottato. Barella riannoda il filo: «Ripartiamo dalle tante cose buone. Voglio aiutare la squadra a raggiungere la salvezza e segnare qualche gol».
Un 3-0 nel sabato degli addii: da Borriello (pesante il rimbrotto del presidente Giulini: "La maglia del Cagliari va rispettata") a Salamon ("Grazie per quel che mi avete dato. Siete un popolo con tanta passione e bei valori" il saluto del centrale polacco.
Mario Frongia
Parole amare. Sintesi di un Cagliari messo bene, propositivo ma in difficoltà nel finalizzare. «Il rammarico c'è ma è inutile piangersi addosso. Ora, pensiamo al Milan». Pisacane rimette in fila i pezzi: «Abbiamo preparato la partita nel modo migliore. Per gran parte abbiamo fatto quello che ci eravamo prefissati. La differenza l'ha fatta la classe dei giocatori della Juventus». Budget, ambizioni, campioni. La storia del calcio è quasi sempre tutta qui. «Peccato soprattutto per il raddoppio di Dybala, mancava poco alla fine del tempo, avremmo potuto rimanere in partita e giocarci tutto nella ripresa». Il difensore non molla: «Vogliamo migliorare quanto di buono fatto lo scorso anno. Lo merita la società e i nostri tifosi. Vestiamo la maglia di un grande club, vogliamo fare sempre ancora meglio».
Ma quando si sbaglia, specie con le grandi, poi si subisce. Vale in Champions e in cortile. Il Cagliari mette un'altra perlina nella collana del rammarico. La squadra, com'è ovvio, accusa il colpo. «Gli episodi hanno pesato. Siamo passati dal possibile 1-1 allo 0-2 in un attimo» attacca Nicolò Barella. La mezzala taglia corto: «La Juventus ha saputo sfruttare le occasioni, è una grande squadra, le basta poco per concretizzare. Ma per la partita che abbiamo fatto il risultato è troppo pesante. Ci dispiace, per noi e per i nostri tifosi». Prima d'andata, i campioni d'Italia nella loro tana, il Var, un rigore sbagliato. Ma siamo al primo alito di un torneo che si annuncia lottato. Barella riannoda il filo: «Ripartiamo dalle tante cose buone. Voglio aiutare la squadra a raggiungere la salvezza e segnare qualche gol».
Un 3-0 nel sabato degli addii: da Borriello (pesante il rimbrotto del presidente Giulini: "La maglia del Cagliari va rispettata") a Salamon ("Grazie per quel che mi avete dato. Siete un popolo con tanta passione e bei valori" il saluto del centrale polacco.
Mario Frongia
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