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Rossoblues: pacche e abbracci per il ds Rossi

Per la maglia. Dal via o dalla fine, poco cambia. Non si entra con la faccia di chi vorrebbe essere altrove. L'andazzo del mal di pancia non aiuta. Amare la maglia, di fatto e non solo a parole, è un...

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Per la maglia. Dal via o dalla fine, poco cambia. Non si entra con la faccia di chi vorrebbe essere altrove. L'andazzo del mal di pancia non aiuta. Amare la maglia, di fatto e non solo a parole, è un dovere. Il Cagliari non ha in panca Matuidi, Bernardeschi e Douglas Costa. Saper soffrire è basilare. Contro la Juve e contro la Spal.

Calcio 2.0. La tecnologia porta bene. Alla Juve. Poi, c'è il brutto tiro di Farias. E la bravura di Buffon. Rigore per l'1-1 con il Var. Parato. Valeva la partita. Sarebbe servito anche per il 2-0 di Dybala, stop di braccio.

Amicizie. Pre partita all'Allianz Stadium. Trezeguet con Nedved. Arriva Andrea Agnelli. Pacche e abbracci. Uno, affettuoso, anche per Giovanni Rossi. Il direttore sportivo rossoblù in bianconero è di casa: è stato team manager dei giovani.

Propositivi. A testa alta. Ma il saldo tecnico è netto. Faragò ha due palle doc sui piedi. Non va. Cop è impreciso. Ma il Cagliari c'è. "Non saremo vittime sacrificali" dice alla vigilia Rastelli. Il gruppo risponde. Poi, ci sono gli episodi. E i campioni.

Vigilia calda. Dall'addio di Borriello all'arrivo di Van der Wiel. L'olandese, pluriscudettato e valigie di coppe con Ajax e Psg, alza il tasso tecnico della rosa. Bene. Intanto, sul web tifosi contro il bomber 2016/17. Capita. Ma fare i fenomeni alla lunga non paga. (m.fr.)

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