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Dopo la cancellazione della società 

Tempio, il momento delle polemiche

Tempio, il momento delle polemiche

Nativi ringrazia compagni e tifosi. Il sindaco: «Serve gente seria»

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TEMPIO. Per la fine della Sef Tempio recriminazioni, accuse amare ed auspici. A distanza di qualche giorno dalla decisione del Consiglio direttivo del Comitato regionale della Sardegna che ha cancellato la Sef Tempio, dal campionato di Promozione la notizia viene commentata in città con molta rabbia e delusione. A parlare, forse per la prima volta, è stato Carlo Nativi, ex giocatore del Tempio, capitano e bandiera degli azzurri negli anni d’oro della società, quando ancora era lecito sognare. Capitan Nativi, dopo la rinuncia del mister Matteo Cassitta, a pochi mesi alla fine del campionato si assunse l’onere di guidare la squadra e portarla alla salvezza con un manipolo di giovanissimi. Un’impresa epica rivelatasi inutile, di fronte alle alchimie messe in atto, dal presidente Marco Pallotta, “dimissionario” a giorni alterni, sino alla cancellazione del Tempio.

«Già da settembre – dice Carlo Nativi – chi poteva intervenire a fermare il disastro non l’ha fatto». A Nativi però preme soprattutto ringraziare i ragazzi che sotto la sua guida avevano salvato il Tempio dalla retrocessione e ringrazia anche gli ultras per il loro attaccamento alla maglia e tutti i tifosi. «Amo la maglia del Tempio – dice infine – per me è come se avessi addosso la maglia della Nazionale. Auspico che chi può fare qualcosa lo faccia davvero». Gavino Manconi, faceva parte del gruppo capeggiato dall’avvocato Monica Liguori che fa aveva tentato, inutilmente di prelevare la società. «Ho sperato e concretamente tentato di riuscire ad ottenere le dimissioni del fantasma Pallotta e poter iscrivere la squadra. Purtroppo non è stato possibile. Ci sono delle responsabilità molto grandi nei confronti dei tifosi e i responsabili saranno ricordati nella storia del calcio tempiese. Il gruppo di cui sono stata portavoce – dice Monica Liguori – ha dismesso ogni iniziativa vista la condotta della vecchia e fallimentare dirigenza». «Mi vengono attribuite competenze salvifiche che non ho – dice il sindaco Andrea Biancareddu –. Sono a disposizione di chi, con competenza e serietà, voglia impegnarsi per la creazione di una nuova società. Preferisco militare con onore in una categoria inferiore, piuttosto che assistere agli scempi e alle vergogne della precedente gestione». (a.m.)



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