il personaggio/ van der wiel
Una vagonata di trofei conquistati con Ajax e Psg
CAGLIARI. Tra Ajax e Paris Saint Germain ha vinto una camionata di trofei. Luciano Spalletti ha fatto carte false per averlo alla Roma. E ora, con una pregiata operazione in probabile cottura da un...
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CAGLIARI. Tra Ajax e Paris Saint Germain ha vinto una camionata di trofei. Luciano Spalletti ha fatto carte false per averlo alla Roma. E ora, con una pregiata operazione in probabile cottura da un pezzo, il colpaccio è riuscito a Tommaso Giulini e Giovanni Rossi: Gregory Van der Wiel approda al Cagliari. Difensore-mediano tuttocampista scuola olandese, 46 presenze in nazionale, giunge in rossoblù in prestito. Un milione per il Fenerbahçe, un altro per il riscatto a giugno.
Duttile, tecnica, tiro, forte fisicamente, Van der Wiel lascia il Bosforo per rimpinguare la rosa di Massimo Rastelli. «Giocatore di qualità internazionale, i commenti sono superflui», dice il tecnico. Di fatto, un primo pezzo di pregio in attesa che si chiuda la questione punta. Il tesseramento di Van der Wiel rassicura la piazza e contribuisce a consolidare l'idea di gioco e di personalità di Pisacane e soci.
L'oranje ha un curriculum sontuoso: due scudetti e tre coppe con l'Ajax, tre scudetti e otto coppe con il Psg. Nato ad Amsterdam il 3 febbraio 1988, origini antillane, l'olandese arriva dal Fenerbahçe: ai "canarini" di Istanbul dal 2016. "Ajax talent of the year" nel 2010, bersaglio di Bayern Monaco e Manchester City, lascia Ajax nel 2012 dopo 191 presenze e 18 reti. Lo allenano Marco Van Basten e Frank de Boer.
Cambia pelle: centrale, terzino, esterno destro. Con l'Olanda è finalista ai mondiali 2010 in Sud Africa. Esperienza e mentalità da vendere. Al Paris Saint Germain è beniamino dei tifosi e uomo-assist per Ibrahimovic. A Parigi saluta con 132 gare e 4 gol.
Passa al Fenerbahçe ma medita il rientro in Europa. Ed ecco la Sardegna. Per Rastelli la flessibilità di Van der Wiel è preziosa. Nello scacchiere arretrato il tecnico ha più risposte da modellare a seconda dell'avversario. Il Cagliari cresce. Le aspettative della tifoseria pure.
Mario Frongia
Duttile, tecnica, tiro, forte fisicamente, Van der Wiel lascia il Bosforo per rimpinguare la rosa di Massimo Rastelli. «Giocatore di qualità internazionale, i commenti sono superflui», dice il tecnico. Di fatto, un primo pezzo di pregio in attesa che si chiuda la questione punta. Il tesseramento di Van der Wiel rassicura la piazza e contribuisce a consolidare l'idea di gioco e di personalità di Pisacane e soci.
L'oranje ha un curriculum sontuoso: due scudetti e tre coppe con l'Ajax, tre scudetti e otto coppe con il Psg. Nato ad Amsterdam il 3 febbraio 1988, origini antillane, l'olandese arriva dal Fenerbahçe: ai "canarini" di Istanbul dal 2016. "Ajax talent of the year" nel 2010, bersaglio di Bayern Monaco e Manchester City, lascia Ajax nel 2012 dopo 191 presenze e 18 reti. Lo allenano Marco Van Basten e Frank de Boer.
Cambia pelle: centrale, terzino, esterno destro. Con l'Olanda è finalista ai mondiali 2010 in Sud Africa. Esperienza e mentalità da vendere. Al Paris Saint Germain è beniamino dei tifosi e uomo-assist per Ibrahimovic. A Parigi saluta con 132 gare e 4 gol.
Passa al Fenerbahçe ma medita il rientro in Europa. Ed ecco la Sardegna. Per Rastelli la flessibilità di Van der Wiel è preziosa. Nello scacchiere arretrato il tecnico ha più risposte da modellare a seconda dell'avversario. Il Cagliari cresce. Le aspettative della tifoseria pure.
Mario Frongia
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