«Attento Cagliari, la Spal non scherza»
di Roberto Muretto
Il doppio ex Davide Marchini domenica sarà al “Paolo Mazza” per assistere alla sfida: «Sau e Barella i valori aggiunti»
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CAGLIARI. È’ uno dei pochi calciatori ad aver indossato sia la maglia del Cagliari che quella della Torres. Davide Marchini ricorda con piacere le stagioni trascorse nell’isola. Il suo umore si incupisce se si fa riferimento al brutto episodio che ha visto protagonisti lui e l’ex compagno di squadra Pasquale Foggia, accusato da Marchini di averlo fatto picchiare da un suo amico per fargli pagare un battibecco in allenamento. «Preferisco non parlarne - dice subito -, nel calcio la verità non viene mai a galla».
Ferrarese doc, Domenica sarà allo stadio per gustarsi lo spettacolo che offriranno Spal e Cagliari. «Sarà una bella partita - spiega -, ne sono certo. Si affrontano due squadre che hanno qualità».
Che ricordi ha dell’esperienza a Cagliari?
«La riposta l’hanno data i tifosi quando dopo una gara di coppa Italia, ho fatto il giro di campo e tutti in piedi gridavano il mio nome. È stato un’emozione che ancora oggi mi fa venire la pelle d’oca”.
E di quella a Sassari?
«Era un palcoscenico diverso. Arrivai in prestito dal Chievo in una squadra che doveva salvarsi. Ho avuto la soddisfazione di segnare il gol decisivo per restare in serie C».
Il Cagliari di oggi è cambiato tantissimo. Conosce qualcuno dei giocatori?
«Quando c’ero io, Marco Sau giocava con la Primavera e si vedeva già allora che avrebbe fatto strada. Cigarini mi ha fatto gol in un Livorno-Napoli quando sono stato costretto a giocare gli ultimi minuti in porta. Conosco molto bene David Dei, il preparatore dei portieri, siamo stati compagni di squadra a Trieste. È un valore aggiunto per la passione e la serietà che mette nel suo lavoro. Ho giocato contro Cossu e Pisacane. Quest’ultimo sta facendo cose sorprendenti».
Una partita che non dimenticherà mai?
«La doppietta segnata alla Roma. Non mi rendevo conto di che cosa avevo fatto. Ho realizzato quando sono uscito dal Sant’Elia. I tifosi mi hanno circondato e sono addirittura saliti dentro la macchina per farmi i complimenti. Lì ho capito cosa vuol dire attaccamento alla squadra».
Ha conservato amicizie in Sardegna?
«Guardi, il mio migliore amico è sardo e abita a Sorso, il paese di Michele Fini e Tore Pinna. Si chiama Mario Mela, con lui abbiamo iniziato insieme alla Spal. Ogni tanto viene a trovarmi e ci sentiamo al telefono tutte le settimane».
Il Cagliari si è rinforzato rispetto all’anno scorso?
«Ha perso Borriello ma ha preso un attaccante bravo come Pavoletti. Forse ha perso qualcosa in personalità perchè sono andsati via Bruno Alves e Isla, ma ha tanti giocatori interessanti. Barella è davvero forte. Credo che presto giocherà in un top club. Mi piace molto l’allenatore. Rastelli è uno che valorizza i giocatori. Zappacosta, per esempio è maturato grazie al mister del Cagliari ma nessuno lo dice».
Da Cellino a Giulini. Il primo lo conosce benissimo, il secondo?
«Di Cellino non parlo per evitare di dire cose spiacevoli. Giulini sta dimostrando di essere un presidente che ha passione e competenza. Con lui alla guida della società, il Cagliari può sognare».
Tornando ai suoi trascorsi nell’isola, c’è un piatto tradizionale che le piaceva in modo particolare?
«Io, insieme a Matri e Biondini, andavamo in un ristorante di cui non ricordo il nome, dove cucinavano la carne sarda nel camino. Era talmente buona che qualche volta abbiamo esagerato».
Faccia un pronostico su Spal-Cagliari?
«È gara da tripla. La Spal è forte fisicamente ma secondo me non ha ricambi all’altezza soprattutto a centrocampo. Il Cagliari si salverà senza problemi, su questo sono pronto a scommettere. Domenica sarò allo stadio e saluterò volentieri vecchi amici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ferrarese doc, Domenica sarà allo stadio per gustarsi lo spettacolo che offriranno Spal e Cagliari. «Sarà una bella partita - spiega -, ne sono certo. Si affrontano due squadre che hanno qualità».
Che ricordi ha dell’esperienza a Cagliari?
«La riposta l’hanno data i tifosi quando dopo una gara di coppa Italia, ho fatto il giro di campo e tutti in piedi gridavano il mio nome. È stato un’emozione che ancora oggi mi fa venire la pelle d’oca”.
E di quella a Sassari?
«Era un palcoscenico diverso. Arrivai in prestito dal Chievo in una squadra che doveva salvarsi. Ho avuto la soddisfazione di segnare il gol decisivo per restare in serie C».
Il Cagliari di oggi è cambiato tantissimo. Conosce qualcuno dei giocatori?
«Quando c’ero io, Marco Sau giocava con la Primavera e si vedeva già allora che avrebbe fatto strada. Cigarini mi ha fatto gol in un Livorno-Napoli quando sono stato costretto a giocare gli ultimi minuti in porta. Conosco molto bene David Dei, il preparatore dei portieri, siamo stati compagni di squadra a Trieste. È un valore aggiunto per la passione e la serietà che mette nel suo lavoro. Ho giocato contro Cossu e Pisacane. Quest’ultimo sta facendo cose sorprendenti».
Una partita che non dimenticherà mai?
«La doppietta segnata alla Roma. Non mi rendevo conto di che cosa avevo fatto. Ho realizzato quando sono uscito dal Sant’Elia. I tifosi mi hanno circondato e sono addirittura saliti dentro la macchina per farmi i complimenti. Lì ho capito cosa vuol dire attaccamento alla squadra».
Ha conservato amicizie in Sardegna?
«Guardi, il mio migliore amico è sardo e abita a Sorso, il paese di Michele Fini e Tore Pinna. Si chiama Mario Mela, con lui abbiamo iniziato insieme alla Spal. Ogni tanto viene a trovarmi e ci sentiamo al telefono tutte le settimane».
Il Cagliari si è rinforzato rispetto all’anno scorso?
«Ha perso Borriello ma ha preso un attaccante bravo come Pavoletti. Forse ha perso qualcosa in personalità perchè sono andsati via Bruno Alves e Isla, ma ha tanti giocatori interessanti. Barella è davvero forte. Credo che presto giocherà in un top club. Mi piace molto l’allenatore. Rastelli è uno che valorizza i giocatori. Zappacosta, per esempio è maturato grazie al mister del Cagliari ma nessuno lo dice».
Da Cellino a Giulini. Il primo lo conosce benissimo, il secondo?
«Di Cellino non parlo per evitare di dire cose spiacevoli. Giulini sta dimostrando di essere un presidente che ha passione e competenza. Con lui alla guida della società, il Cagliari può sognare».
Tornando ai suoi trascorsi nell’isola, c’è un piatto tradizionale che le piaceva in modo particolare?
«Io, insieme a Matri e Biondini, andavamo in un ristorante di cui non ricordo il nome, dove cucinavano la carne sarda nel camino. Era talmente buona che qualche volta abbiamo esagerato».
Faccia un pronostico su Spal-Cagliari?
«È gara da tripla. La Spal è forte fisicamente ma secondo me non ha ricambi all’altezza soprattutto a centrocampo. Il Cagliari si salverà senza problemi, su questo sono pronto a scommettere. Domenica sarò allo stadio e saluterò volentieri vecchi amici».
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