Coperta corta e giocatori fuori ruolo
dall’inviato
Manca un terzino sinistro di ruolo e a centrocampo c’è un solo “cervello”: Cigarini
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CAGLIARI. Spesso, o forse è meglio dire, quasi sempre, il calcio mette a nudo i difetti di una squadra. E lo fa in modo impietoso. Le due gare consecutiveperse in casa dal Cagliari hanno ingigantito problemi che gà si conoscevano. Il primo è il terzino sinistro dopo l’addio di Nicola Murru. Inutile girarci troppo attorno, in questo ruolo il Cagliari ha un giocatore adattato (Capuano, preferisce fare il centrale) e un altro, Miangue, che ha grosse lacune nella fase difensiva. Sono mesi che Rastelli lavora per farlo crescere nelle situazioni di non possesso. Contro il Chievo ha commesso gli stessi errori fatti più o meno due mesi fa nell’amichevole col Brescia a Palazzolo.
Il belga ha corsa, gamba, sa crossare, ma queste sono caratteristiche che si addicono di più a un esterno alto. Non è un caso se ogni volta che fa una discesa poi rientra sempre in ritardo. Ieri è successo almeno tre-quattro volte. È proprio una questione di mentalità, di abitudine. Limiti che finora gli hanno impedito di decollare. Il Cagliari probabilmente ha sottovalutato il problema o forse ha pensato che quella zona di campo fosse a posto. In realtà non è proprio così, perchè ha cercato di fino all’ultimo di prendere Peluso dal Sassuolo, senza riuscirci.
Anche a centrocampo c’è un problema. Cigarini è l’unico vero centrale, mentre Barella in quel ruolo è sacrificato, non riesce ad esprimersi come fa da esterno. Ieri, per esempio, Cigarini è rimasto fuori nel primo tempo, la squadra è andata in tilt, facendo fatica a costruire il gioco. E anche qui torna in ballo il mercato. Sono andati via Di Gennaro e Tachtsidis, è arrivato solo l’ex Samp.
I limiti finora erano stati mascherati ma sono emersi in modo impietoso quando l’allenatore ha dovuto attuare il turnover. I giocatori adattati non vengono messi nella condizione di esprimere per intero il proprio potenziale e questo, alla lunga, diventa un boomerang.
R.M.
Il belga ha corsa, gamba, sa crossare, ma queste sono caratteristiche che si addicono di più a un esterno alto. Non è un caso se ogni volta che fa una discesa poi rientra sempre in ritardo. Ieri è successo almeno tre-quattro volte. È proprio una questione di mentalità, di abitudine. Limiti che finora gli hanno impedito di decollare. Il Cagliari probabilmente ha sottovalutato il problema o forse ha pensato che quella zona di campo fosse a posto. In realtà non è proprio così, perchè ha cercato di fino all’ultimo di prendere Peluso dal Sassuolo, senza riuscirci.
Anche a centrocampo c’è un problema. Cigarini è l’unico vero centrale, mentre Barella in quel ruolo è sacrificato, non riesce ad esprimersi come fa da esterno. Ieri, per esempio, Cigarini è rimasto fuori nel primo tempo, la squadra è andata in tilt, facendo fatica a costruire il gioco. E anche qui torna in ballo il mercato. Sono andati via Di Gennaro e Tachtsidis, è arrivato solo l’ex Samp.
I limiti finora erano stati mascherati ma sono emersi in modo impietoso quando l’allenatore ha dovuto attuare il turnover. I giocatori adattati non vengono messi nella condizione di esprimere per intero il proprio potenziale e questo, alla lunga, diventa un boomerang.
R.M.
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