SERIE A2
Paolini: «Brava Academy, ora cresci»
Il coach dopo il successo sul Legnano sottolinea l’approccio molle
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CAGLIARI. «Da martedì si lavora duro su rimbalzi e tagliafuori». In casa Cagliari Dinamo Academy tutta la voglia di lavorare e continuare a crescere, nonostante il successo, è nelle parole di Riccardo Paolini. Il coach dei cagliaritani, usciti vittoriosi dal confronto interno di sabato contro la Knights Legnano, sa di avere tra le mani un gruppo competitivo e compatto, che ha però ancora tanto da dare in termini di temperamento e gestione del match.
«Sono contento per la vittoria perché questi punti ci servono come il pane per mantenere la categoria – ha detto l'allenatore di Pesaro nel dopo gara – ma sono altrettanto arrabbiato per tutti gli errori che abbiamo fatto e che hanno rischiato di compromettere una buona prestazione». La gara del PalaPirastu ha messo in luce una squadra non solo “Keene-dipendente”, ma un gruppo capace di alternare i protagonisti partita dopo partita.
«Non posso chiedere sempre un timeout per rallentare i ritmo e guidare la squadra – ha aggiunto il coach della Cagliari Academy –, bisogna invece giocare sempre col coltello tra i denti, sia se siamo sopra di dieci punti che sotto di venti. Alle volte giochiamo in maniera troppo delicata. Non so perché succede ma sento di dire che stiamo crescendo e migliorando. Mi auguro di limare il prima possibile gli errori e di poter lavorare, invece, per poter esaltare i nostri pregi».
Tra le cose da correggere, la scarsa presenza dei rossoblù nel pitturato, troppe volte in difficoltà con numerosi secondi tiri concessi agli avversari. «Eravamo a 90 punti di media subiti e ne abbiamo preso 85 in questa partita – ha aggiunto il tecnico di casa –, è tutta una questione di testa e tagliafuori». Concetto che vale non solo per gli interni. «La conquista di un pallone in difesa inizia e finisce col lavoro di tutti. Tutti devono difendere. Non vedo l'ora sia martedì per poter massacrare – ironizza l'allenatore del Cagliari – Markus Keene per quel rimbalzo lasciato lì. Per poco non regalava un'amara delusione».
Mauro Farris
«Sono contento per la vittoria perché questi punti ci servono come il pane per mantenere la categoria – ha detto l'allenatore di Pesaro nel dopo gara – ma sono altrettanto arrabbiato per tutti gli errori che abbiamo fatto e che hanno rischiato di compromettere una buona prestazione». La gara del PalaPirastu ha messo in luce una squadra non solo “Keene-dipendente”, ma un gruppo capace di alternare i protagonisti partita dopo partita.
«Non posso chiedere sempre un timeout per rallentare i ritmo e guidare la squadra – ha aggiunto il coach della Cagliari Academy –, bisogna invece giocare sempre col coltello tra i denti, sia se siamo sopra di dieci punti che sotto di venti. Alle volte giochiamo in maniera troppo delicata. Non so perché succede ma sento di dire che stiamo crescendo e migliorando. Mi auguro di limare il prima possibile gli errori e di poter lavorare, invece, per poter esaltare i nostri pregi».
Tra le cose da correggere, la scarsa presenza dei rossoblù nel pitturato, troppe volte in difficoltà con numerosi secondi tiri concessi agli avversari. «Eravamo a 90 punti di media subiti e ne abbiamo preso 85 in questa partita – ha aggiunto il tecnico di casa –, è tutta una questione di testa e tagliafuori». Concetto che vale non solo per gli interni. «La conquista di un pallone in difesa inizia e finisce col lavoro di tutti. Tutti devono difendere. Non vedo l'ora sia martedì per poter massacrare – ironizza l'allenatore del Cagliari – Markus Keene per quel rimbalzo lasciato lì. Per poco non regalava un'amara delusione».
Mauro Farris
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