Van der Wiel, esordio da dimenticare
di Enrico Gaviano
Il primo olandese della storia rossoblù è apparso in netto ritardo di preparazione
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CAGLIARI. “Flying Dutchman” era l’Olandese volante, vascello fantasma della mitologia piratesca nel 1600. Fantasma un po’ come Gregory Van der Wiel, primo “orange” che ha indossato la maglia del Cagliari. Lui, è stato immediatamente ribattezzato da qualche tifoso furioso in tribuna centrale come l’olandese piantato in terra. Oggetto misterioso almeno sino a ieri pomeriggio quando Massimo Rastelli ha deciso, annunciandolo nella conferenza stampa del sabato, che avrebbe finalmente utilizzato il giocatore perché “si trova in uno stato di buona forma”.
Alla prova del campo, però, l’olandese ha fatto fiasco. Cilecca imbarazzante che in qualche modo ha dato la stura all’ennesima prestazioni negativa e alla quarta sconfitta di fila del Cagliari. Lento impacciato in fase difensiva, quasi inutile in fase offensiva quando praticamente si è limitato a superare di qualche metro la metà campo. Ad un certo punto, verso la fine della prima frazione, il giocatore si è messo le mani sui fianchi, quasi fosse a corto di fiato.
E allora resta il dubbio del motivo per il quale è stato messo in campo. Un errore dell’allenatore o di chi per lui, che la squadra ha pagato a caro prezzo. Rastelli a un certo punto si è rivolto al suo vice Legrottaglie sbracciando come un ossesso e chiamando Faragò, ordinandogli di scaldarsi. Puntualmente in avvio di ripresa, Faragò è entrato in campo mentre Van der Wiel è rimasto inghiottito all’interno dello spogliatoio.
Un tulipano che alla Sardegna Arena non è certo sbocciato e che ha bisogno sicuramente di una lunga preparazione per trovare il ritmo partita. E pensare che le credenziali del giocatore non sono certo di secondo piano visto che ha giocato per sei anni nell’Ajax, per 4 al Paris Saint Germain e una stagione al Fenerbahçe, squadra dalla quale il Cagliari l’ha prelevato dopo aver perso il preziosissimo Isla, finito proprio in Turchia. Anche in nazionale Van der Wiel ha un ottimo palmares con un totale di 46 presenze e l’argento ai mondiali sudafricani del 2010. Ma evidentemente l’Olanda e gli olandesi (eliminati dal mondiale di Russia 2018) non sono più quelli di una volta...
Alla prova del campo, però, l’olandese ha fatto fiasco. Cilecca imbarazzante che in qualche modo ha dato la stura all’ennesima prestazioni negativa e alla quarta sconfitta di fila del Cagliari. Lento impacciato in fase difensiva, quasi inutile in fase offensiva quando praticamente si è limitato a superare di qualche metro la metà campo. Ad un certo punto, verso la fine della prima frazione, il giocatore si è messo le mani sui fianchi, quasi fosse a corto di fiato.
E allora resta il dubbio del motivo per il quale è stato messo in campo. Un errore dell’allenatore o di chi per lui, che la squadra ha pagato a caro prezzo. Rastelli a un certo punto si è rivolto al suo vice Legrottaglie sbracciando come un ossesso e chiamando Faragò, ordinandogli di scaldarsi. Puntualmente in avvio di ripresa, Faragò è entrato in campo mentre Van der Wiel è rimasto inghiottito all’interno dello spogliatoio.
Un tulipano che alla Sardegna Arena non è certo sbocciato e che ha bisogno sicuramente di una lunga preparazione per trovare il ritmo partita. E pensare che le credenziali del giocatore non sono certo di secondo piano visto che ha giocato per sei anni nell’Ajax, per 4 al Paris Saint Germain e una stagione al Fenerbahçe, squadra dalla quale il Cagliari l’ha prelevato dopo aver perso il preziosissimo Isla, finito proprio in Turchia. Anche in nazionale Van der Wiel ha un ottimo palmares con un totale di 46 presenze e l’argento ai mondiali sudafricani del 2010. Ma evidentemente l’Olanda e gli olandesi (eliminati dal mondiale di Russia 2018) non sono più quelli di una volta...
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